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LA MORTE IN LODEN

LA MORTE IN LODEN Ormai la stanchezza sta sopravanzando ogni sia pur minima vitalità del pensiero . Continuare a sentire le ferneticazioni che quotidianamente sono liberamente elargite al mondo intero, peraltro spesso non richieste, e con l'arrogante supponenza della "sacenza maxima" dell' indiscutibile bocconiano sapere, mi ha indotto ad un gesto importante, ancorchè inutile come lo scrivere. "L'immane sapere" in tre mesi ha depredato l'intera nazione delle risorse economiche, senza porsi il problema degli effetti che tale azione avrebbe comportato nelle persone e nella società. Non hanno posto in essere nessuna delle azioni che una società in crisi di liquidità deve attuare, come: - La riduzione delle spese, (e non il contenimento delle spese). - Il rilancio della produzione, per contenere l'effetto depressivo che certamente produrrà il primo intervento. Non hanno provveduto alla riorganizzazione dello stato, mediante: - la revisione delle procedure burocratiche, - la modernizzazione degli apparati, - la riorganizzazione della giustizia, - le liberalizzazioni delle attività, - la regolamentazione del lavoro, - ecc. E' stato invece sovvertito l'ordine delle priorità ricorrendo ad un rastrellamento di risorse, indiscriminato e economicamente devastante, che sarebbe stato l'ultimo provvedimento che avrebbero dovuto adottare. Per comprendere quanto ciò sia stato devastante e causa dell'attuale blocco della produzione industriale,-che produrrà lo smembramento del tessuto produttivo e lo smarrimento delle capacità individuali di intraprendere ( motore primario per la crescita di una società), facciamo un semplice esempio, ma illuminante: - Supponiamo di avere UN MILIONE di EURO da investire. Vogliamo sapere se è socialmente più conveniente : a. - Affidarli ad un unico investitore. b. - Suddividere il Capitale tra MILLE cittadini, a cui spetterà l'importo di MILLE EURO ciascuno. c. - Parcellizzare ancor di più il Capitale tra DIECIMILA persone, a cui spetterà CENTO EURO ciascuno. - Nel caso a., colui che verrebbe beneficiato di un importo così rilevante, si prenderebbe certamente un attimo di riflessione per valutare le possibilità di investimento offerte dal mercato. E' ragionevole ipotizzare che nell'arco dell'anno provveda ad effettuare uno o più investimenti, comunque tali che non comportino un mutamento delle sicurezze acquisite. E' ragionevole supporre che complessivamente non siano superiori ai 200 - 250.000,00 €. In tale situazione il fatturato ( o PIL ) prodotto in quell'anno dal MILIONE di EURO iniziali è pari a ca. 200.000,00 €. - Nell' ipotesi b. -i MILLE cittadini beneficiati da MILLE EURO, dopo una attenta riflessione, provvederanno ad acquistare quei beni che risultassero utili a livello personale o famigliare, verrebbero comunque immessi nel mercato, in un tempo ragionevole che può essere stimato in un paio di mesi, e suddiviso in più acquisti, con una conseguente ulteriore frammentazione del denaro ricevuto. Trascurando il fatto che la successiva frammentazione produrrà una accelerazione nella circuitazione del denaro. Ripeto, trascurando questo fatto ( anche perché correttamente, bisognerebbe tenere in considerazione l'eventuale quota avviata al risparmio, che certamente sarà presente ), e ritenendo valida l'ipotesi primitiva anche per le replicazioni successive, nell'arco dell'anno il MILIONE di € sarà stato replicato SEI volte, cioè avrà prodotto un fatturato ( o PIL ) di SEI MILIONI di EURO. QUESTA SCELTA FINANZIARIA HA QUINDI PRODOTTO UN FATTURATO SEI VOLTE SUPERIORE AL CAPITALE INVESTITO. Nel terzo caso c. - Anche in questo caso è ragionevole supporre che i CENTO EURO ricevuti vengano spesi con una frequenza ancor superiore, come ad esempio nell'arco di una settimana. Ciò indurrà una maggior rapidità nella circuitazione del denaro e nel corso di un anno verranno replicati 50 volte, producendo un fatturato ( o PIL ) di circa CINQUANTA MILIONI di EURO (!). Riassumendo, il capitale originario ha prodotto nei tre casi il seguente fatturato: CAPITALE ( € ) CASO a: ( €/p ) CASO b. ( €/1.000 ) CASO c. ( €/10.000 ) 1.000.000,00 1.000.000,00 1.000,00 100,00 FATTURATO ( o PIL ) 200.000,00 6.000.000,00 50.000.000,00 Come si può osservare, il beneficio sociale frazionando il capitale investito, è decisamente superiore rispetto all'affido ad un unico soggetto. Al maggior fatturato prodotto corrisponderà: - Un aumento del personale impiegato per la produzione. - Un maggior introito fiscale per lo Stato, E quindi: - Un aumento della ricchezza generale per la società. Poniamo ora l'attenzione sull'effetto indotto nel mercato da un depauperamento di un capitale di pari entità. Cioè: - Togliamo dal mercato UN MILIONE di EURO, e vediamo nei tre casi quale sarà l'effetto economico prodotto. Nel caso a., in cui UN MILIONE di EURO è tolto ad un solo contribuente, si può ipotizzare che l'incidenza sul fatturato ( o PIL ) sia pari a quanto il capitale avrebbe prodotto nelle stesse condizioni, cioè, come abbiamo visto, 200.000,00 €. E corrisponderà al danno sociale imputabile al prelievo. In questo caso sarà elevato invece il danno individuale. Nel caso b., in cui si ipotizza un prelievo frazionato su 1.000 contribuenti, per un importo di 1.000,00 € cadauno, nell'arco dell'anno si registrerà una perdita di fatturato ( o PIL ) pari al valore del volume d'affari che sarebbe stato prodotto dal MILIONE di EURO in forma frazionata, cioè di 6.000.000,00 €. Nel caso c., , togliendo dal mercato il MILIONE di EURO a 10.000 cittadini, con un esborso pro-capite relativamente basso ( 100,00 € ), e, confermando l'andamento finanziario, si registrerà contrariamente una caduta del fatturato ( o PIL ) enorme: CINQUANTA MILIONI di EURO ( 50.000.000,00 € ). Tale ipotesi non è così peregrina come potrebbe apparire ad una analisi superficiale, ma è il risultato di una semplice legge di mercato, in cui: - A parità di tempo: maggiore è il numero di articoli prodotti, maggiore sarà il fatturato dell'azienda. Cosi come: maggiori sono le transazioni finanziarie, maggiore sarà il fatturato dell'istituto di credito. E, in generale: Maggiore è la frequenza con cui il denaro circola nella società, maggiore sarà il PIL prodotto e quindi maggiore risulterà la sua ricchezza. QUESTO CONCETTO E' STATO COMPRESO ANCHE DAI CINESI, MENTRE I NOSTRI EROI BOCCONIANI TARDANO. Il risultato, come si può vedere, è decisamente diverso nelle tre situazioni: Caso a.: Togliendo 1.000.000,00 € ad uno solo, il calo del PIL è di ca. 200.000,00 € Caso b.: Togliendo 1.000.000,00 € a 1.000 persone il PIL cala di ca. 6.000.000,00 € Caso c.: Togliendo 1.000.000,00€ a 10.000 persone il PIL cala di ca. 50.000.000,00€ Al di la dei valori espressi nell'esempio, che certamente non sono veri in valore assoluto, ma vero è l'andamento che evidenziano. Ciò porta ad amare considerazioni: - Che l'azione del governo è stata devastante, con la quale ha letteralmente depauperando le risorse a 56 MILIONI di persone. E, da quanto esposto, l'esproprio dei 50 MILIARDI ca. finora prelevati può comportare una caduta del PIL fino a ca. 300 MILIARDI di €, che rappresenta ca. il 25 % del PIL. - Che a questa, si somma l'azione altrettanto devastante di prelievo di liquidità da parte delle banche, per coprire attività losche e truffaldine, attuate in spregio a qualsiasi etica professionale e di morale sociale. - A questi, stato e banche, vanno aggiunti altri enti, istituzioni, organismi, spesso di dubbia attività, che hanno contribuito a prosciugare la liquidità del mercato. Come: - La borsa - La Chiesa - Sindacati - La politica - ecc. E' opportuna una precisazione. Quanto esposto non deve indurre a valutazioni errate e fuorvianti. Cioè, che per risolvere i problemi economici, basti portare via i soldi a pochi ricchi, per darli ai poveri, che sono invece molti. No. Non è questa la soluzione, perché, non tenendo conto della natura umana, innescherebbe reazioni negative sotto l'aspetto individuale e sociale ( Quelle che hanno provocato il fallimento del sistema comunista ). Lo stato, è sufficiente che svolga la sua funzione equilibratrice, attuando quei provvedimenti necessari perché i ricchi investano i loro denari, cioè che li immettano nel mercato. Il risultato sarà conseguito con un esito ancor più produttivo. I primi provvedimenti avrebbero dovuto invece riguardare: - la riduzione delle spese, che avrebbe liberato risorse senza intaccare il PIL in modo significativo, perché avrebbe inciso su di un numero limitato di cittadini ( Migliaia, contro i milioni di cittadini colpiti dagli attuali provvedimenti ). - il rilancio della produzione industriale, attivando tutti quei meccanismi di incentivazione degli investimenti, in modo tale che il denaro accumulato venga posto sul mercato a moltiplicatore di ricchezza ( come evidenzia l'esempio proposto ), con la conseguente creazione di posti di lavoro a surrogare quelli perduti dalla riduzione della spesa. Tale azione avrebbe indotto un aumento del PIL del quale ne avrebbe beneficiato anche il famoso rapporto: DEBITO / PIL senza dover ricorrere all'imposizione fiscale. Infine, e solo dopo le azioni descritte e a verifica positiva delle stesse, si sarebbe potuto ricorrere ad un: - prelievo fiscale, per ridurre, entro i parametri imposti dagli accordi della Comunità europea, il rapporto sopra citato. L'azione descritta avrebbe portato a risultati positivi, sia economici che sociali, e reso efficace anche il terzo intervento, anche se non gradito. Ora invece, avendo compiuto per primo il prelievo fiscale, impoverendo l'intera nazione, risulterà difficile o addirittura impossibile proporre altre azioni destabilizzanti come la riduzione della spesa, e riacquistare la fiducia degli investitori per il rilancio economico. * * * E' infantile trincerarsi dietro a " doveri da rispettare ", o a " indirizzi imposti da organismi internazionali ". SONO TUTTE BALLE. - Il primo dovere di un governo è di prendere le decisioni che siano le più consone al bene della nazione . - Il primo dovere di un governo è quello di non distruggere le nobili capacità di lavoro del proprio popolo. - Il primo dovere di un governo è quello di non deprimere e rendere infelice il proprio popolo. Sanno questi signori che i debiti si pagano anche ( soprattutto ! ) con l'inflazione (!). E' demenziale imporre un prelievo, ottenendo come unico effetto l'aumento del debito sovrano e la diminuzione del PIL, tale da rendere il famigerato rapporto DEBITO/PIL fuori controllo? - Si, fuori controllo. Solo dei sodomizzati delle CASTE possono imporre alla nazione simili aberranti sacrifici. Dispotici, arroganti, saccenti, ma incapaci di individuare come si produce il vero denaro, non quello fittizio che viene loro elargito, ma quello sudato con la fatica del lavoro quotidiano. Non hanno capito che l'Italia ha costruito la sua ricchezza quasi esclusivamente attraverso il DENARO NERO. Denaro reinvestito e replicato velocemente, che è rientrato nel ciclo produttivo, contribuendo ad aumentare il PIL e a concorrere in misura anche superiore, a rimpinguare le casse sempre affamate dello Stato? Ora, alla disperazione, si vuol criminalizzare l'evasione fiscale, ma nemmeno esiste l'evasione perché è morto il lavoro. Per recuperare gli italiani ai valori che li hanno caratterizzati e resi grandi nella storia, è necessario cominciare a dire la verità con onestà intellettuale. E' necessario dismettere la patina di ipocrisia, che per acquiescenza al potere, è stata sparsa a larghe mani. E ciò avverrà nel momento in cui ci sarà il recupero della persona umana, del suo rispetto e valore. Quello che è avvenuto e sta ancora avvenendo, è stato l'annullamento dell'essere a favore del collettivo: Ogni centro di produzione culturale, sia esso a matrice religiosa o politica, o semplicemente a carattere sociale, ha reso l'uomo un elemento marginale al collettivo di appartenenza: - L'uomo è insignificante rispetto alla gloriosa Chiesa adorante. - L'uomo è insignificante rispetto all'affermazione del glorioso partito. Su questa base si è consolidato il pensiero minimale, che ha ridotto l'importanza dell'uomo ad una mera appartenenza, annullando la sua peculiare unicità. Egli deve solo appartenere, magari alla bocciofila di contrada, ma per esistere deve assolutamente possedere le credenziali di appartenenza, pena l'oblio. Questo ha indotto una involuzione nella concezione della società, reintroducendo la struttura tribale. E, le tribù vincono sull'uomo: così la mafia, la chiesa, le varie caste dai poteri forti hanno prosperato e dilapidato l'intera nazione. Mi fermo, perché non voglio tediare con discorsi fuorvianti e non pertinenti con il tema principale. Tuttavia voglio porre alcune domande, che meritano riflessione e magari, in altro momento, anche risposta. - Perché è in atto il tentativo di rendere uguali tutti i cittadini italiani? Questo sa tanto di uguaglianza divina o comunista, ma gli uomini sono tutti diversi tra loro, tutti degni di considerazione e di rispetto, ma tutti diversi. Forse: - Perché si vuol tacere il fatto che i meridionali non amano il lavoro? - Perché si vuol tacere il fatto che il meridione ha dilapidato un patrimonio prodotto dalle fatiche del nord? - Perché si vuol tacere la natura tribale dell'organizzazione mafiosa? - Perché si vuol disconoscere la natura di popolo ai veneti, dopo che la REPUBBLICA VENETA ha avuto una durata quasi pari all'IMPERO ROMANO? - Perché tutti gli stati in cui la religione cattolica è preponderante hanno governi instabili e una organizzazione sociale labile? - perché in questi stati è scarso il senso civico e il senso dello stato? - Perché la Chiesa ha voluto governare l'Italia in prima persona attraverso un colpo di stato che ha portato all'attuale governo, con una visione sociale che si ferma alla famiglia? E' necessario rimettere tutti al loro posto di competenza, come è necessario dare alla competenza il posto che le spetta. Ah! Un suggerimento, sempre per incominciare a mettere ogni cosa al posto giusto: - Non sia il caso di fare un decreto di esproprio di tutti i beni in possesso della CHIESA, di cui questo governo è diretta emanazione, non correlati all'attività di culto? Ciò nell'ottica di rimettere un po' d'ordine e riportare ciascuno nel ruolo che gli compete: visto che se si ha bisogno dell'intervento di un prete non lo si trova mai, perché, o è a fare " affari ", o a circuire i vecchietti a caccia di qualche lascito (!)( anche quelli sono affari ,o no! ). Chiedo venia per lo sfogo, ma è penoso vedere una nazione dalle enormi potenzialità individuali e collettive che non riesce più ad offrire un futuro ai propri figli. Un cordiale saluto li, 20/04/2012 Daniele Beninca via Muliana, 51 31010 FARRA di SOLIGO (TV) e-mail : daniele-beninca@libero.it Ps. Le invio queto malloppo perché voglo sentirmi dire che sono un imbecille e non capisco nolla, che la politica, l'economia, società sono tutta un'altra cosa,ed io sono solo un grande illuso. un cordiale saluto.

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