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GLI INTOCCABILI

Caro Direttore Dall’estate scorsa tutti gli organi d’informazione ci hanno deliziato raccontandoci dei privilegi dei politici e delle loro malefatte. Quotidianamente ci sono stati proposti esempi di mala politica, con dati precisi, nomi e cognomi. Sembrava che queste denunce avrebbero convinto i nostri rappresentanti a rinsavire. Sono passati tanti mesi e non uno dei privilegi è stato scardinato, i politici non hanno rinunciato ad un centesimo, a nulla. Non rinunciano nemmeno ai rimborsi elettorali elargiti con tanta spudorata prodigalità, in quantità quadrupla rispetto al fabbisogno: c’è una legge, fatta da loro, che deve essere rispettata. E continueranno tranquillamente ad incassare ed “investire”. Hanno una scorza dura,un irsuto pelo sullo stomaco, non vengono neanche lontanamente scalfiti da denunce o scandali, non arretrano di fronte a niente. Le loro energie sono sempre state protese ad accumulare, ad arraffare quanto è stato loro possibile, ed impossibile, fare. Perché ora dovrebbero rinunciare? Hanno promulgato leggi che li proteggono legalmente da qualsiasi iniziativa popolare volta a privarli dei loro privilegi. Ma soprattutto nel loro feudo, nonostante tutto, sono rispettati, onorati, osannati. Tutti li vorrebbero al loro tavolo, alle loro manifestazioni, sul palco di ogni celebrazione. Chi non sarebbe orgoglioso di averli testimoni di nozze, padrini dei propri figli. A Roma, Venezia, Milano fanno i propri comodi (l’interesse della gente – dichiarano loro) e poi tornano in famiglia, al loro nido accogliente, ai propri elettori, che sebbene incazzati, stendono loro davanti il tappeto rosso. Nessuno ha l’ardire di minare la loro serenità, di insidiare la loro tranquillità. Forse lo farebbero con i rappresentanti delle altre Regioni, mai assolutamente nel proprio giardino. Se li cambieremo, come saranno i prossimi? Il seggio al parlamentino è il coronamento di un sogno, la meta agognata di tutti i politici, raggiunta la quale saranno sistemati per il resto della vita. Impareranno presto. Che cosa ne pensa?

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