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la sovranità popolaree il voto razionale

Al direttore Sig. Maurizio belpietro. Caro direttore, ho presso la libertà di scriverla questa lettera in seguito a tanti dibattiti che ho sentito per la radio, e in tv, in cui si nota che la maggior parte degli italiani sono talmente delusi e stanchi da questo tipo di politica italiana, dai privilegi, stipendi, la cattiva gestione della parato dello stato, e il malcostume della classe politica, al punto di rinunciare alla loro sovranità, e quindi di astenersi dal voto, perché non sanno di chi possono fidarsi. Io personalmente la penso diversamente. Nell’Esperanza che lei mi possa fare da tramite per mandare questo messaggio al popolo italiano, li lascio la libertà di correggere ciò che scrivo sia al livello del testo che al livello grammatica. E Grazie molto, grazie di cuore. La sovranità popolare e il voto razionale L’articolo.1 della costituzione afferma che l’Italia è una Repubblica, fondata sul lavoro e che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Con ciò il legislatore ha voluto dare la possibilità a tutti i cittadini di partecipare direttamente o indirettamente alle decisioni del governo. L’inganno maggiore che possa dare una costituzione al suo popolo è quello di definirlo sovrano, mentre in realtà l’unico corpo sovrano è il parlamento. La sovranità è una sorte di veste che il popolo attraverso il suo voto manda in parlamento che la indossa in modo permanente finche dura il suo mandato. Pagata dal popolo, i membri stessi pagati dal popolo ma che decide il prezzo non certo il popolo. La sovranità e un palazzo di potere dove le persone eletti dal popolo producono le leggi le riforme le manovre ed altro, in questo senso la sovranità subisce un processo di alienazione, cioè il popolo non fa altro che trasferisce la sua sovranità a dei organi costituzionali o collegiali che ne fa uso e in alcuni casi ne fa abuso, e cosi diventa l’unico corpo sovrano fuori da ogni controllo da parte del vero titolare della sovranità. Io non potrò mai ammettere che un popolo è sovrano solo per il fatto di poter eleggere lo stesso capo e gli stessi rappresentante; c’è sovranità solo quando il popolo quando vieni chiamato al voto sa anche eleggere i suoi rappresentanti sapendo oltre al loro programmi e loro indirizzo politico…ecc. anche il loro costi , spese e previlegi, e soprattutto di saper stabilire insieme a loro questi costi. Da l’altra parte il rappresentante o il politico deve agire soltanto per l’interesse della collettività per l’interesse di coloro che li pagano non per interesse personale o di partito, attraverso i due tipi ideali di comportamento etico introdotti da max. Weber l’etica della convinzione e l’etica della responsabilità. Una decisione eticamente fondata sarà allora quella che cerca di rendere compatibili i due opposti principi: occorre da un lato, seguire la propria convinzione e, dall’altro prendersi la responsabilità delle conseguenza delle proprie azioni. Ma tutto questo non avviene, perché le conseguenze dolorose provocate dalle scelte sbagliate dai digredenti dello stato vengono pagate soltanto dal cittadino sovrano. E da l’altra parte il popolo elegge i suoi rappresentanti e poi se lamenta per l’altissimo stipendio che percepiscono. Penso che le cose vanno chiarite prima del voto. Detto questo, penso che esistono quattro tipi che riguardano la natura del voto: il voto affettivo è mosso prevalentemente da affetti, cioè da sentimenti, passioni, moti dell’animo,(genitori; figlie, Amici, vicini di casa, colleghe di lavoro…ecc. ).il voto tradizionale, invece, si basa su abitudini consolidate nel tempo. Questi due tipi del voto sono di tipo non razionale. Invece quelli razionale sono: esprimere un voto rispetto al valore, cioè coerenza rispetto a un valore incondizionato. Perciò do il mio voto ad una coalizione, un partito o ad una persona perché consideriamo un gran numero delle cose allo stesso modo, e portiamo dei valore e dei principi alla stessa maniera, questo tipo di voto può essere definito con il binomio (chiarezza-coerenza). Esprimere un voto rispetto allo scopo, cioè adeguato e utile strumentalmente a raggiungere un fine,(chiarezza-adeguatezza).si tratta di due modi diversi con cui il cittadino, in quanto soggetto autonomo, si rapporta consapevolmente e razionalmente con il suo eletto A traverso il voto, il cittadino elegge la sua classe politica al livello locale, regionale e nazionale, e questa ultima emana delle legge che stabiliscono le modalità in cui vengono affidati le cariche nell’amministrazione pubblica, e il finanziamento ai partiti, gli stipendi dei digredenti di stato, dei politici e i loro previlegi e vitalizzi…..ecc. e nei momenti difficile l’unico che viene chiamato in causa a riquadrare i bilanci è il cittadino, continuando a pagare loro ed a pagare i danni provocati dalle loro scelte da loro sprechi. Senza poter fare nulla per cambiare le cose. Nella storia politica italiana e soprattutto in questi ultimi anni, Italia e stata spesso travolta dai scandali che hanno trascinato maggior parte della classe politica dei dirigenti degli amministratori pubblici, i loro famigliare, parenti, amici, e colleghe, tutti convolti nell’illegalità, corruzione, abusi di ufficio, furti…ecc. tutto ai danni dello stato e quindi ai danni dei cittadini che lì hanno scelte e votato per loro. e ogni tanto nascono dei movimenti, dei partiti, condannano duramente questo tipo di comportamento, gridano giustizia e se offrono come alternative, promettendo di porre fine a tutto ciò.ma finiscono a far parte se non promotori di un sistema ancora più corrotto, e sembrano fatti tutti dalla stessa pasta, ma non è cosi, perché diventano quello che sono solo a traverso il consenso popolare, soltanto quando ottengono un numero notevoli di consensi da parte del popolo sovrano. L’unico strumento di potere che ha il cittadino è il voto, una volta espressa la volontà popolare, il gioco e fatto, non gli rimane nulla, tranne che osservare, obbedire e pagare regolarmente le tasse, gli stipendi, e previlegi dei dirigenti dello stato, che con tutto quello che guadagnano trovano il coraggio di falsificare documenti, usare bene o servizi o soldi pubblici per uso proprio, gonfiare spese…ecc. tutto questo per fare un furto illegali oltre il furto legali ,legittimato dal voto dei cittadini. Di fronti a tutti questi situazioni, di fronti ad una crisi che travolge tutto il paese ma che tocca affrontarla solo con il sacrificio della parte più deboli del paese ,in cui i governi dimostrano di essere forti coi deboli ma deboli coi forti, adottando tutte le misure sanguinose pagate solo dal lavoratori, operaio, imprenditori, pensionato, impiegato, e consumatori, cioè da tutti i cittadini che hanno sempre fotto la loro parte, e continuano a farla, ma l’unica che non fa mai la sua parte è la classe del potere, che vedono calare i stipendi di tutti i cittadini, tranne i loro. Di fronti a tutto questo, serve una risposta popolare, che dovrebbe fare parte del voto popolare. Una risposta popolare, che non sta nella rivolta contro lo stato, tanto meno nel conflitto sociale, tra classe per sé e classe in sé, ma una risposta che mette nello stesso piano, l ‘operaio e il prenditori, il dipendenti e il suo datori di lavoro , il venditori e il consumatori. Una risposta che po’ essere coordinata col voto ma anche una devianza dello stesso voto. Non po’ essere cambiamento senza una devianza, cioè un comportamento che si contrappone alle norme sociali condivise. Le norme sociali condivise che riguardano il voto è quello di recarsi alle urne per eleggere le persone preferiti o quello di rinunciare al voto, perciò la devianza sta nel andare a votare non votando nessuno dei candidati, ma mettendo nella casella elettorale un messaggio chiaro che sveglia il senso della ragione nella classe politica. Con tutto il bene che voglio agli italiani all’Italia in cui vivo da vent’anni, io penso che il trattamento riservato alla classe dirigenti dello stato e il loro stipendio deve essere adeguato alla salute economica del paese e all’ efficacia del loro lavoro. non è assolutamente ragionevole o da responsabile colpire in modo diretto o indiretto lo stipendio di tutti i cittadini tranne quello dei cittadini politici, e dirigenti e amministratori…..ecc. Questo è un compito e un problema che sta ai eletti risolvere, e annunciarlo prima che vengano eletti, qualora non dovessero fare il passo indietro, sta allora ai cittadini di fare il passo in avanti, che secondo me lo possono fare soltanto attraverso la loro sovranità, cioè attraverso un voto razionale, un voto che ha un senso intenzionato, un voto che mette la classe politica a riflettere sul futuro del loro paese, sul trovare il modo di azzerare tutti i calcoli, e ripartire con nuovi regole che riguardino il loro trattamento e il loro stipendio che non sia paragonato a quello dei loro colleghe europei, ma che sia paragonato a quello dei loro cittadini, e alla situazione economica del loro paese e alla loro capacità di fare scelte giusti che portano avanti il paese, soprattutto di pagare anche loro le conseguenze qualora fossero sbagliate le scelte fatte da loro, altrimenti, mi viene spontaneo dire che è facile gestire le situazione critiche con i soldi degli altri, e che comodo fare delle scelte azzardate, sapendo che ne paga le conseguenze e soltanto il popolo sovrano. Detto questo, io penso se tutti i cittadini andassero a votare, (non spostando il loro voto da una persona all’altra, o non andarci proprio perché non si fidano più di nessuno), ma andassero alle urne per mettere nella casella elettorale al posto del nome del candidato, un messaggio che riguarda il trattamento economico della classe politica e amministrativa dello stato, obbligherebbero loro in qualche modo di introdurre nella loro campagna elettorale una riforma ragionevole che riguarda stipendio, spesa, e costo della politica, e anche il finanziamento pubblico alle partiti, e la loro totale trasparenza. Una volta eletti devono rispettare tutti gli impegni presse coi cittadini. Grazie. Perugia il 22/04/ 2012. Karim Hani.

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