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Ippica allo sbando

Buongiorno, sono un appassionato di corse di cavalli, molto modestamente vorrei fare questo piccolo sfogo poiché credo sia Doveroso! Lo spunto nasce dalla lettura di un articolo apparso sul "Corriere della sera" dove , in prima pagina, si metteva drammaticamente in luce la condizione desolante del trotto a San Siro: spalti vuoti, totalizzatore senza scommettitori. picchetti sconsolati, qualità delle corse deficitaria. Più o meno lo scenario che noi frequentatori ritroviamo da alcuni anni a questa parte, almeno tre o quattro. Agl'occhi di un lettore "normale" i toni da lirica struggente possono colpire più o meno ma noi che frequentiamo questo mondo, ripeto come umili scommettitori, leggiamo tutto il disastro creato in questi anni da politiche errate, mala gestione e menefreghismo dilagante verso un mondo che è sempre stato considerato esclusivamente per il potenziale ritorno economico frequentato da gente di malaffare,gangster, debosciati ricettacolo di tutto il sozzume e lordura della società. L'ippica negli ultimi dieci anni, finito l'idillio di Varenne, è andata sui media solo per aspetti negativi: scommesse truccate, combine,doping,corse clandestine. Si è mai letto o sentito enfatizzare un settore importante della nostra tradizione economica che occupa centinaia di persone in altrettante aziende agricole? Forse qualcuno ha letto che uno dei più grandi e pluripremiati filosofi al mondo, Fernado Savater ha dedicato la sua vita oltre che ai saggi sull'educazione di bambini anche alla stesura di tre, dico tre libri romanzo sulla sua vita di appassionato ed espertissimo di corse dei cavalli? Si fa menzione di uno stato stra evoluto e snob come l'Inghilterra che ha la sua regina proprietaria di cavalli da corsa e vede nei suoi ippodromi migliaia di persone ogni giorno e durante le riunioni importanti, oltre che i reali stessi conta decina di migliaia d'appassionati di ogni ceto sociale gremire persino i prati adiacenti gli ippodromi!? Potrei continuare con la Francia, dove fascinosi ippodromi del trotto e del galoppo vengono ammirati da tutto il mondo, noi compresi,sia per la loro qualità estetica ma, soprattutto, sportiva e dove gli organismi preposti alla raccolta delle scommesse hanno creato un sistema accattivante per unire la passione dei cavalli a quella non meno rilevante della scommessa. Questo mio amaro sfogo vorrebbe essere costruttivo ma allo stato attuale non trovo risposte adeguate per cui devo continuamente pormi delle domande, ed una fondamentale è questa: in Italia non ci si è posti la domanda sul perché l'ippica non ha appeal tra le nuove generazioni? Perché si è ridotto tutto ad una mera questione economica lasciando che gli ippodromi si trasformassero in grosse sale slot machine? Proprio quest'ultima domanda, che noi "addetti" ci poniamo da tempo, è la chiosa finale(non scritta) all'articolo del corriere: gli spalti sono vuoti, il totalizzatore e gli allibratori sono ignorati e tutta una fetta di scommettitori delusa e imbolsita gremisce gli spazi adiacenti alle "odiosissime" macchinette, dispensatrici di effimera e sfuggente felicità. Potrei continuare all'infinito con aneddoti virtuosi,perché sul mondo dell'ippica non ci si è mai soffermati seriamente ma s'è sempre liquidato l'argomento con distacco e fastidio. Anch'io che sto scrivendo con accorato sentimento sono certo di essere liquidato dai più come il solito" cavallante"e quindi mi pare inutile ricordare che tra i personaggi(pochi e naturalmente tutti dell'ambiente)scesi in campo per denunciare lo stato comatoso del movimento c'è un certo Lanfranco Dettori, erede di una grande dinastia che ha dato lustro e vittorie all'ippica italiana. Agl'italiani dice poco o nulla ma in Inghilterra Tal Frankie Dettori è Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico per meriti sportivi, e lo sport in questione è l'ippica! Matteo Corradini

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