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STIAMO SEGANDO IL RAMO SU CUI SIAMO SEDUTI

Mentre l'umanità sotto l'aspetto tecnologico ha compiuto in tempi di una brevità impressionante progressi che in passato non erano neppure lontanamente immaginabili (e infatti la realtà ha superato anche la più fervida fantasia), sotto l’aspetto gestionale la stessa umanità non ha mosso un passo in avanti, è cioè rimasta ferma all'età della pietra. Conosciamo e manipoliamo la materia a livello atomico, la dominiamo e la pieghiamo a tutte le nostre esigenze, arriviamo a spaccare l’atomo, che per definizione doveva essere indivisibile, riusciamo a comunicare in tempo reale con tutti i punti del globo, come se le distanze non esistessero, facciamo viaggiare i documenti digitali nello spazio attraverso vere e proprie magie elettroniche che né il mago Merlino, se fosse davvero esistito, e neppure lo stesso Albert Einstein avrebbero potuto concepire, riusciamo a condensare in un disco digitale un'intera biblioteca o l’equivalente di decine di enciclopedie Treccani, riusciamo a ricreare la realtà passata attraverso le immagini e a rivederla come se il tempo non fosse trascorso, riusciamo a percorrere in poche ore distanze che in passato avrebbero richiesto mesi o anni. Ma non riusciamo a governare noi stessi. Stiamo dando fondo alle risorse del pianeta, cioè stiamo segando il ramo su cui siamo seduti. Siamo pure consapevoli della fine che ci stiamo preparando. Sappiamo perfettamente che i consumi dei Paesi industrializzati non sono più sostenibili, come non è sostenibile l'esplosione demografica in atto nei Paesi emergenti, sappiamo che come ovvia conseguenza la biosfera si sta facendo il segno della croce e la biodiversità frutto di miliardi di anni di evoluzione biologica verrà quasi completamente cancellata, sappiamo che l'auto lanciata a folle velocità troverà alla fine un muro davanti a sé. Sappiamo che la “crescita zero” che corrisponde a un tasso di fecondità di poco superiore a 2 figli per donna e un consumo consapevole rappresentano l'unica via per non finire nel baratro, però nulla si muove. La classe politica mondiale è cieca, sorda e muta. Abbiamo globalizzato tutto, anche i problemi sono globalizzati, è ora di dare il via a una politica globale per garantire un futuro all’umanità e al pianeta. Con i più cordiali saluti.

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