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esodato di fatto...ma non di diritto

Gentile Direttore, ho letto con attenzione l'articolo odierno di Antonio Castro relativo al problema esodati. Fino ad oggi nessun media ha sollevato il problema degli “esodati di fatto” da aziende private. Le espongo brevemente il mio caso. A novembre compirò 59 anni. Nel gennaio del 2008 l’azienda di cui facevo parte, come dirigente, (Gallaher Italia Srl – settore tabacco) è stata acquisita dalla Japan Tobacco. Ne è seguita una ristrutturazione ed il rapporto di lavoro si è estinto a dicembre 2008 con transazione e relativo incentivo all’esodo (26 mensilità circa) formalizzato presso l’Unione delle Camere di Commercio di Milano. A suo tempo non avevo ancora maturato i 35 anni di contributi di anzianità e dopo una trattativa in tal senso con l’azienda, ho accettato un contratto a tempo determinato (al 50% dello stipendio) fino a settembre 2010. Cio’ mi ha consentito di maturare i 35 anni di contributi e, in base alle regole di allora, sarei andato in pensione all’età di 62 anni (quota 97; 35+62). Da settembre 2010 a settembre 2011 ho percepito l’indennità di disoccupazione. La riforma mi ha scaraventato automaticamente ai 66/67 anni. E’ devastante..... Casi come il mio immagino siano diversi ma, incredibilmente, nessuno ne parla né tantomeno vengono considerati fra quelli per i quali si cerca una soluzione.... Ovviamente ho cercato di ricollocarmi nel mondo del lavoro ma senza alcun esito. Ritengo che per “equità” (“non lasceremo nessuno senza stipendio o senza pensione”) i casi come il mio debbano in qualche modo essere considerati . La ringrazio tanto per l’attenzione e, in attesa di cortese riscontro, sono a sua disposizione per ogni chiarimento o informazione le possa essere utile. Cordiali saluti Beny Mantin

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