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antipolitica o anti (questi) politici?

Nel suo discorso tenuto in occasione delle celebrazioni del XXV Aprile, il Capo dello Stato ha espresso considerazioni sulla attuale contingenza politica italiana ed auspici per il futuro. Fin qui i fatti. Vorrei però incentrare il discorso e magari sviluppare una riflessione sulle vicende politiche, che l’hanno originata. Noi elettori, con il nostro voto, abbiamo espresso le nostre preferenze elettorali, obbligati a scegliere sia tra soggetti di fatto inamovibili, sia ed eventualmente designati dall’alto, (talvolta turandoci finanche il naso). Tant’è li abbiamo scelti, si è formata comunque una maggioranza con il diritto-dovere di governare in nostro nome e, con l’apporto anche dell’opposizione, nell’interesse della Nazione tutta, ed invece consta a tutti noi la assai limitata, sterile e strumentale dialettica politica sviluppata in questi anni. La limitatezza della funzione esercitata dai politici e dai partiti emerge in tutta la sua evidenza nell’atteggiamento dagli stessi tenuto, dal momento in cui le sorti della nostra Nazione sono state affidate nella mani di un governo “tecnico”, insediato per attuare provvedimenti palesati quali indispensabili, necessitati ed immodificabili, pena il peggior disastro. A seguito di ciò, degli effetti dei provvedimenti vieppiù vessatori ed iniqui posti in atto dal governo in carica ed approvati dai partiti stessi quasi coralmente, della diffusa indigenza creata nella Nazione, del concomitante venir alla luce di scandali vari, la disaffezione dei cittadini verso i politici ed i partiti ne è solo la logica conseguenza. Disaffezione, è bene sottolinearlo, non nei confronti della politica intesa nel suo nobile significato di governo della res publica bensì di questi politici, di questi partiti, autoreferenziali, che hanno vanificato il mandato a suo tempo ricevuto da noi elettori. E’punto ben fermo e di partenza di ogni discussione che la politica è vitale ed essenziale nello svolgimento e nello sviluppo democratico della Nazione, ma deve esserne altresì premessa per il rinnovato interesse ed impegno dei cittadini, l’assunzione della responsabilità politica di quanti (gruppi o singoli), a tale situazione ci hanno portato. Tratte le dovute e doverose conseguenze, gli effetti benefici avvantaggeranno la nostra vita politica e civile, la nostra Nazione.

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