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L'IMU è incostituzionale

La casa e l’IMU L’applicazione dell’IMU sulla proprietà della casa è una questione che andrebbe considerata sotto diversi aspetti. 1) La “prima casa” è considerata – ritengo pienamente a ragione – come un “diritto fondamentale dell’individuo”. È la sede della sua esistenza, della sua vita civile e sociale, sua e della sua famiglia, è condizione di ordine sociale, e non può essere considerata un “privilegio” come invece può essere quello dell’automobile (i mezzi pubblici possono soddisfarlo), dell’apparecchio televisivo (importantissimo per l’evoluzione culturale, anche se in Italia ciò può apparire ridicolo con i programmi trasmessi) o di altri ma non indispensabili per vivere. 2) La casa “diritto fondamentale” è considerata tale al punto che i governi ritengono necessario, doveroso, procurarla anche agli immigrati appena toccano il territorio nazionale, e ai nomadi che vivono nelle baracche. Che poi lo Stato abbia la possibilità di riuscirci è un altro discorso ma il principio è comunque riconosciuto come cogente. 3) Abitare – da soli o con le famiglie - sotto i cartoni per le strade o sotto i ponti o in baracche costituisce oltretutto un focolaio di disordine sociale che ogni governo dovrebbe fare di tutto per impedire. 4) La salute è un altro diritto fondamentale di tutti i cittadini e dei residenti, diritto al quale ogni governo che si dichiari democratico deve mirare. 5) Applicare una imposta sulla casa è – oltre che giuridicamente ingiusto – clamorosamente immorale, tenendo conto dei sacrifici che un soggetto deve affrontare per procurarsi una abitazione e per mantenerla, con tutti i costi che comporta. 6) Se quanto detto non fosse sufficiente per riconoscere la proprietà della casa come un “diritto” sul quale è ingiusto e immorale applicare delle imposte, varrebbe la pena di considerarla sotto l’aspetto strettamente costituzionale: l’articolo 53 della nostra tanto decantata Costituzione afferma che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Se questo dettato costituzionale ha ancora un valore, l’imposta sulla proprietà della casa è palesemente incostituzionale poiché a) grava indiscriminatamente ed in misura eguale sul titolare di una pensione minima e proprietario di una prima casa (se vogliamo anche sulla “seconda” ma lasciamo da parte per il momento questo punto dal momento che la “seconda casa” non riveste il valore sociale e morale della prima) e su chi gode di un reddito elevato, proprietario della stessa casa (magari affittata ad un poveraccio, ma questo non è il problema). Poiché il secondo comma dell’articolo 53 ricorda che il sistema retributivo è informato a criteri di progressività, basterebbe includere il reddito catastale della casa nel computo dell’IRPEF per parametrarlo alla reale – globale, complessiva – capacità contributiva del contribuente. Ma, se viene applicata nella maniera e nella misura prevista dall’IMU, questa imposta è chiaramente (gradirei che qualcuno mi spiegasse “perché no”) incostituzionale. Come incostituzionale era la legge che imponeva l’ICI sulla prima casa. 7) La proprietà della “prima casa” non può essere considerata un “privilegio” perché, allo stesso modo, potrebbe essere considerato un “privilegio” il fatto di essere sani (vedi al punto 4) e sarebbe altrettanto immorale e ingiusto applicare una imposta su chi goda buona salute. Lo Stato agirebbe in modo di garantire diritti sui quali poi intende indegnamente speculare. 8) La questione non è da poco dal momento che questa legge verrà sottoposta al giudizio e alla promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, custode e tutore della Costituzione. Se il Presidente Napoletano approverà e promulgherà questa legge incorrerà – a mio avviso - nel reato di attentato alla Costituzione. 9) Ho telefonato innumerevoli volte alla rubrica radiofonica Prima Pagina, nella speranza di potere sottoporre questo mio dubbio – che in verità è, forse presuntuosamente, più che un dubbio, una convinzione – ma mi è stato sempre regolarmente impedito l’accesso al contraddittorio con il giornalista di turno, l’ultimo dei quali è l’editorialista dell’Espresso Gigi Riva. La cosa mi ha risvegliato una profonda delusione sapendo che questa trasmissione è, oltretutto, molto sensibile alle istanze della Sinistra. Avverto perciò un profondo senso di impotenza poiché - ritenendo questa mia opinione (che vorrei sottoporre al giudizio di qualcuno in grado di darmi una risposta qualificata) di importanza fondamentale, come fondamentali sono tutte le questioni che attengono alla norma costituzionale – non so a chi rivolgermi, sospettando che si sia costituito un fronte “pro-Monti” asservito ai partiti e ai centri di potere economico, mai toccati dalle vessazioni dell’attuale governo. Mi auguro di trovare una vostra risposta a questo rovello che mi tormenta un po’. Vi ringrazio per l’attenzione e vi mando cordiali saluti. Gianfranco Ferraris Via Robecchi Brichetti, 29 00154 Roma Tel 06 5744883 e-mail gianferraris@teletu.it

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