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25 aprile: Metternich

L'Italia oltre che un paese di santi, navigatori, poeti, artisti deve essere anche un paese di distratti. Il 25 aprile viene istituito come festività civile dapprima dalla legge n.276 del 1938 per commemorare la nascita di Guglielmo Marconi, uno dei più grandi scienziati dell'era moderna, padre delle telecomunicazioni. Un'altra legge la n.96 del 1946 individua convenzionalmente, come data per ricordare la liberazione dell'Italia, l'inizio dell'insurrezione di Milano, mentre le ostilità militari in Italia terminarono il 3 maggio con la firma della resa della Wehrmacht. Quello che non è potuto essere, per tutti gli Italiani, l'anniversario della fine di una guerra civile che anticipava quella della lotta contro i tedeschi, è stato fatto proprio da una fazione dei combattenti per la libertà contro altri ex alleati combattenti per la libertà e contro i loro nemici. Per non dimenticare il sacrificio dei miei parenti con le stellette al fronte e di quelli che in Italia salvarono centinaia di vite di operai e di ebrei dalla deportazione in Germania, trascorro il mio 25 aprile lontano da quelle piazze dove mani troppo giovani e menti ignare inneggiano a fatti che per loro fortuna non conobbero. Passo così la mia Pasqua civile nel ricordo di ragazzi più giovani di me bruciati da un odio reciproco quanto inutile. Metternich, sembra che tu avessi ragione.

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