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Le basi per la determinazione di eventuali tasse sul patrimonio.

E' semplice introdurre la tanto richiesta/osteggiata "tassa patrimoniale" basta lavorare sulla base dei redditi risultati dall'applicazione del seguente metodo: Introduzione per tutti i nuclei familiari (anche se formati da unico soggetto, e presenti sul territorio nazionale) dell'obbligo annuale di presentare la dichiarazione ISE - ISEE (che attualmente presentano tutte le famiglie che chiedono agevolazioni, sgravi, aiuti etc... agli enti pubblici), eventualmente perfezionata anche al nuovo scopo. E' noto che tale autodichiarazione (che si effettua presso i CAF) fotografa perfettamente le condizioni economiche di tutto il nucleo familiare, guadagni, rendite, conti in banca, quote aziendali, azioni etc... e alla fine della stesura del modulo determina il reddito del nucleo familiare, e il reddito medio per ogni componente del nucleo. Tale certificazione dovrà essere sottoposta alla vigilinza della Guardia di finanza per il controllo della veridicità dei dati e si dovranno stabilire pene e multe appropriate per infedeltà sul dichiarato. Il totale di queste dicharazioni fotograferà la redditività totale degli italiani e potrà essere riclassificato secondo il sistema ABC facendo così conoscere chi guadagna di più e dimeno. L'insieme di questi dati costituirà la base (massima equità possibile in assoluto) da cui poter determinare le fasce di reddito che dovranno essere aiutate (più o meno pesantemente) come già ora avviene, ma dovrà anche diventare la base per selezionare chi dovrà essere ulteriormente tassato e quanto, in base ai fabbisogni delle leggi finanziarie future che via via verranno presentate al parlamento. Quando occorreranno prelievi extra per sanare i bilanci pubblici si potrà attingere tranquillamente e con la massima equità, semplicità e trasparenza dall'analisi di queste dichiarazioni (ISE - ISEE).

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