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VOTI ALTI ANCHE AGLI ASINI: COSI' L'INSEGNANTE E' PIU' BRAVO

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Com'è noto, in Italia gli insegnanti hanno retribuzioni indecorose. C'è chi propone di aumentare lo stipendio ai più "meritevoli", sulla base delle valutazioni conseguite dai loro alunni. In sintesi, più alti sono i voti, più bravo è l’insegnante. Ci si rifiuta però di definire qualsiasi criterio di valutazione che non sia puramente soggettivo: si potrebbe in realtà affinare il metodo "Invalsi", per renderlo meno manipolabile, ma forse è osare troppo. L’oggettività evidentemente in Italia non ha diritto di cittadinanza tra i criteri della "meritocrazia". In base a criteri di questo tipo, lasciati al libero arbitrio, dunque, all'insegnante non resterebbe che prendersela comoda e dare voti alti a tutti, compresi gli asini, che resterebbero tali; chi si impegnasse e pretendesse di più darebbe sicuramente voti più bassi e -oltre al danno la beffa- risulterebbe meno bravo e guadagnerebbe di meno. Questa è la meritocrazia all’italiana. Con i più cordiali saluti.

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