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premi ai dirigenti pubblici

Egr. Direttore, sono il direttore del personale di un’azienda che eroga servizi per un Ministero, Le racconto un aneddoto che fa capire come viene gestita la PA. Quando c’è stata la nevicata a Roma, il sottoscritto che era regolarmente al lavoro in quei giorni, telefona al direttore del personale del Ministero in questione e gli chiede: “scusa, ma voi i dipendenti li mettete in ferie obbligatorie, vista la chiusura degli uffici” e dall’altra parte: “ma sei pazzo!!! Così mi ritrovo i sindacati sotto casa e poi scusa ché dovrei togliermi anche io un giorno di ferie. Non ti preoccupare, in ogni caso a voi la paghiamo lo stesso la giornata”. Questa è la PA e questo è come si comporta il Governo dei tecnici. Riguardo ai tagli ad esempio, se Lei verifica la relazione della Corte dei Conti sul costo del lavoro nella PA del maggio 2011 (http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2011/delibera_26_2011_contr_cl.pdf), potrà vedere come i dirigenti pubblici costino allo Stato la bellezza di 13.811 milioni di euro. Ebbene di questi, quasi 6.000 milioni sono di salario accessorio (premi e indennità) Lei ritiene possibile che in tempi di crisi sia ammissibile che ai dirigenti statali (la cui efficienza è del resto notoria…) vengano erogati quasi sei miliardi di premi. In un’azienda privata, in caso di crisi una cosa del genere sarebbe inconcepibile. Ma rispetto all’ipotesi di un simile taglio i professori, alti burocrati, amici e parenti di alti burocrati, così come mi ha detto il direttore di cui sopra, mi risponderebbero: “Ma sei pazzo che faccio mi taglio i premi!!!!”. Per inciso vengono pagati 6 miliardi di salario accessorio ai dirigenti pubblici, mentre l’IMU sulla prima casa frutta allo Stato 3,4 miliardi. Questa è l’Italia. P.S. Vi prego di avvertirmi se questa lettera viene pubblicata. Grazie

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