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rompre il muro del silenzio sui prigionieri palestinesi!

- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! Voi siete dei giornalisti ed il vostro DOVERE è dire la VERITà a prescindere dalla linea politica del vostro giornale e, soprattutto la Verità dovrebbe prescindere dai giochi di potere, anche se spesso non è così...specialmente in alcuni quotidiani nazionali a maggior tiratura! Capisco che ad alcuni di voi non fregherà nulla di tutto ciò ed io non sono nessuno...ma questo dovrebbe essere il vostro compito che spesso molti di voi (con le dovute eccezzioni, per fortuna!) non eseguono con onestà intellettuale! Cordialmente, SR ___________________________ E’ dal 17 aprile, Giornata dei Prigionieri Palestinesi, che nelle carceri israeliane migliaia di detenuti palestinesi digiunano per protestare contro il regime disumano cui sono sottoposti. Sono circa 6.000 i prigionieri palestinesi detenuti in 17 carceri, compresi donne e bambini. 330 sono trattenuti in detenzione amministrativa senza che siano state avviate accuse formali contro di loro. Quello che chiedono con questo sciopero della dignità e della fame i detenuti palestinesi è solidarietà internazionale e riconoscimento delle loro richieste: 1) la fine della politica di isolamento che viene utilizzata per deprivare i prigionieri palestinesi dei propri diritti; 2) il permesso alle famiglie dei prigionieri provenienti da Gaza di visitare i propri parenti, diritto che viene negato da oltre sei anni; 3) il miglioramento delle condizioni di vita nelle prigioni e la fine della “legge Shalit” che vieta quotidiani, materiali di studio e canali tv; 4) la fine delle politiche di umiliazione a cui i prigionieri e le loro famiglie sono sottoposti: perquisizioni fisiche, raid notturni e punizioni collettive. Dal 1967 ad oggi, si stima che almeno il 20 per cento della popolazione palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza abbia subito un arresto. La Quarta Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione dei Civili in tempo di guerra all’articolo 76 recita che: “Le persone protette accusate di reati saranno detenute nel paese occupato, e se condannate, dovranno scontarvi la loro pena”. Israele, in palese violazione di questo articolo, tiene questi prigionieri fuori dal territorio occupato; all’articolo 49 la Convenzione ribadisce: “I trasferimenti forzati, di massa o individuali, come pure la deportazione di persone protette fuori dal territorio e a destinazione della Potenza Occupante o di quello di qualsiasi altro stato, occupato o no, sono vietati, qualunque ne sia il motivo”. All’articolo 32 si vieta esplicitamente “omicidio, tortura, punizioni corporali e ogni altra brutalità compiuta da agenti civili o militari”: sono centinaia i prigionieri palestinesi morti a causa delle torture subite. Tratto da: Migliaia di prigionieri palestinesi in sciopero della fame e nessuno ne parla: spezziamo il silenzio! | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/05/03/migliaia-di-prigionieri-palestinesi-in-sciopero-della-fame-e-nessuno-ne-parla-spezziamo-il-silenzio/#ixzz1toRhLVaC - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

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