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i magistrati sanno quello che avviene nel loro ufficio?

Una persona che subisce un reato penale, previsto e contemplato dal codice penale, si rivolge ad un organo di polizia e presenta una denuncia – querela – esposto - in forma scritta od orale (in questo caso viene riassunta dall’organo operante). Il denunciante, querelante ed esponente può inviare il suo atto direttamente per posta alla Procura della Repubblica competente; alcuni magistrati non accettano volentieri questa forma e tentano di invalidarlo. L’organo di polizia nel più breve tempo possibile invia l’atto alla Procura della Repubblica competente per territorio. Il P.M. dopo aver visionato l’atto può avocare le indagini al suo ufficio o delegarle ad un organo di polizia giudiziaria. In due fatti distinti, avvenuti in due distinte Procure, ho avuto modo di ritenere che le denuncie, querele ed esposti non sono stati trattati dal magistrato incaricato, forse dal personale di cancelleria, gli errori ed orrori giuridici erano talmente pacchiani che denotavano una ignorantia legis; ipoteticamente il magistrato potrebbe conoscere ufficiosamente questi strani retroscena; tuttavia in caso di complicanze è meglio dire “io non sapevo” e riversare le colpe sui collaboratori.

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