Cerca

La vergognosa suddivisione dei beni culturali

Abito nel centro di Firenze e da quando sono in pensione, mi dedico ad approfondire la conoscenza dell’arte e faccio anche la guida volontaria nell’associazione Arte e Fede e provo sgomento nel costatare la complessa suddivisione delle competenze amministrative dei nostri beni culturali: stato, chiesa, comune, provincia, spesso si dividono a pezzettini le chiese con la conseguenza che essendo di tutti poi nessuno ha il potere o l’impulso di prendere iniziative di investimenti per migliorare gli ambienti o addirittura di poterli aprire al pubblico, così ci sono veramente dei Tesori che non possono far altro che restare nascosti. E una vera sconceria, possibile che ci riempia tanto la bocca col turismo coi monumenti e non si prenda in seria considerazione di amministrarli decentemente? E poi questa storia del “patrimonio dell’umanità” va chiarita perché poi la gente pensa che niente appartenga a una città, ma che tutti siano autorizzati a venire a sentirsi padroni, poi però quando si tratta di investire per conservare chi paga? Soprattutto bisognerebbe anche preparare tanti giovani al restauro dei nostri beni, che stiamo rischiando che si trasformino in un mucchio di macerie!

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog