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ANCORA SOLDI PUBBLICI DELLA PROTEZIONE CIVILE ALLA GESIP SOCIETA' PARTECITATA DEL COMUNE DI PALERMO

Egregio direttore, mentre monti taglia e dice che gli sprechi fanno segnalati al comune di palermo si continua a regalare milioni di euro pubblici per pagare stipendia carrozzoni di gente senza avere neppure un minimo riscontro di cio' che si chiama servizi alla citta, si segnala articolo che segue: Arrivata la firma di Monti e i conseguenti dieci milioni di euro, la Gesip dovrebbe tornare al lavoro già da lunedì o maretedì al massimo, secondo quanto fanno sapere dall’azienda. Il problema adesso è semmai un altro: quale lavoro torneranno a fare i quasi 1800 dipendenti della società partecipata dal comune di Palermo? Già, perché assodato che l’azienda non chiuderà i battenti e soprattutto che non nessuno verrà licenziato, prospettiva che si era concretizzata nelle scorse settimane ma che sia il commissario Latella sia il prefetto Postiglione hanno detto di aver scongiurato, adesso bisognerà capire di cosa dovrà occuparsi la Gesip a partire dalla prossima settimana. E il problema non è di semplice soluzione. Ma andiamo con ordine. Fino al 21 aprile, la Gesip si è occupata di tutta una serie di servizi: dal canile municipale alla Città dei Ragazzi, dal cimitero dei Rotoli alla pulizia e custodia di scuole materne e uffici comunali, passando per il trasporto dei disabili e il verde sotto i 2,5 metri. E alcuni di questi servizi sono considerati “essenziali alla città” per evitare emergenze igienico-sanitarie, ecco perché la Protezione civile lo scorso giugno poté emanare un’ordinanza da 45 milioni di euro. Servizi che oggi non possono più restare in capo alla società, dal momento che il comune, in questo caso, dovrebbe ammettere di non potere sostenere finanziariamente servizi essenziali e quindi andrebbe in dissesto funzionale, cioè dovrebbe ammettere di non poter garantire i servizi più basilari. A questo bisogna aggiungere che la proroga dello scorso giugno, ora allungata di altri due mesi, parla esplicitamente di “disposizioni urgenti per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani”, e ancora di “una situazione emergenziale denunciata dal Comune di Palermo in ordine allo svolgimento dei servizi pubblici di trasporto a discarica scarti, tutela del verde pubblico, tutela della salute e della salvaguardia ambientale, pulizia e bonifica spiagge, pulizia e bonifica sottopassi, parchi e ville”. In poche parole, i soldi vengono stanziati solo per servizi che abbiano a che fare con il verde, l’ambiente, la pulizia delle spiagge e la bonifica di cave e fiumi. Niente più canile o cimitero, quindi, per la disperazione dei lavoratori della Gesip e dei sindacati che protestano fortemente per la decisione del governo. Ma il perfetto, nell’incontro di mercoledì, era stato chiaro: o così o niente, prendere o lasciare. L’alternativa è il fallimento della società o il licenziamento di parte dei dipendenti, che è stato invece scongiurato così come il paventato taglio delle retribuzioni. Da qui a lunedì o martedì, quindi, i lavoratori rientreranno in servizio ma solo alle condizioni di Roma. Il che fa sorgere però altri problemi: giovedì il commissario Latella ha incontrato il dirigente del settore Verde, Domenico Musacchia, il liquidatore di Gesip Giovanni La Bianca, il capo di gabinetto, Sergio Pollicita, e il ragioniere generale Paolo Basile. Un vertice ad altissimo livello, quindi, che è servito non solo a organizzare i nuovi servizi, ma anche a predisporre la delibera per evitare il passaggio in consiglio comunale e così accorciare i tempi. Ma rimane il tema della congruità: il comune può spendere cinque milioni di euro al mese e impiegare quasi 1800 persone per servizi come il verde e la pulizia delle spiagge? Una criticità evidenziata dai sindacati, ai quali il commissario ha risposto però di stare provvedendo. Il come, però, è ancora un mistero. A luglio la Regione dovrebbe attivare ulteriori servizi, per i quali si attingerà dal Fondo sociale europeo per la formazione: tra quelli previsti anche assistenza domiciliare agli anziani, fotovoltaico, grandi eventi, turismo e trasporto a Bellolampo del materiale di risulta. Sul tavolo, però, c’è anche un altro tema. Chi si occuperò d’ora in poi di canile, cimitero e trasporto dei disabili o portierato presso gli uffici? I dipendenti comunali che in queste settimane hanno coperto i “buchi” lo hanno fatto controvoglia, mettendosi anche in ferie o malattia pur di non fare i seppellitori o svolgere altri servizi poco graditi. Chi glielo dice ora che dovranno rassegnarsi a farlo anche in futuro?

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