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BEFERA CHIEDE CONFORTO ALLE ISTITUZIONI

Ho letto con attenzione la lettera che il direttore dell'agenzia delle entrate e di equitalia ha inviato ai propri dipendenti e non ho potuto fare a meno di interpretarne alcuni passi che hanno alimentato qualche dubbio. Per carita' ho colto una grande considerazione per il personale che ha l'onore di dirigere; una immensa solidarieta' per il personale dell'ufficio di Romano di Lombardia costretto a trascorrere ore angosciose sotto la minaccia delle armi del Martinelli .E' senz'altro ammirevole che il direttore di un'amministrazione dello stato sia solidale con i propri dipendenti che talvolta operano in situazioni difficili ma credo che tutti gli italiani nella circostanza siano stati solidali con gli impiegati dell'agenzia di Romano di Lombardia, allo stesso modo come tanti sono stati solidali con tutti quegli imprenditori che si son tolti lA vita, sia a causa di quello che avrebbero dovuto pagare, ma anche perche' oggi non e'piu' loro consentito di trovare le risorse per pagare. In un altro passo della lettera si legge che da piu' parti vengono rivolte accuse incredibili ritenendoli rsponsabili di sgretolare la coesione sociale. Credo che sia d'obbligo una precisazione nessuno ha mai pensato che gli impiegati dell'agenzia delle Entrate e di Equitalia possano concorrere a sgretolare la coesione sociale ,essi non hanno alcuna colpa di quanto succede .sono impiegati come gli altri che eseguono solo ordini semmai le decisioni prese dall'alto inducono a comportamenti obbligati che poi creano contrasti e alimentano tensioni nei cittadini . Se viene disposta l'iscrizione di un ipoteca non e' certamente l'impiegato che l'ha decisa ma e' il sistema, come diretto dall'alto, che obbliga in certi casi ad iscrivere ipoteca. Bisogna in questo caso vedere se quella decisione era conforme alle norme di legge oppure no .In tal caso la rabbia la contestazione , la rivolta del contribuente e' del tutto giustificata anche se mi sento di aggiungere non deve mai sfociare negli opposti estremismi. Altro passo della lettera che merita attenzione e' relativo al riferimento fatto alle confuse e contraddittorie polemiche che trovano eco compiaciuto nei media. Qui mi sento di rilevare una deliberata e evidente accusa a tutti coloro che hanno manifestato solidarieta' e conforto ai morti ed alle loro famiglie ,nonche' alla stampa ed ai media in genere, quasi che questi ultimi avessero alimentato la polemica e fossero causa della protesta di tutti coloro che si lamentano per le cartelle , a volte giuste, altre volte giustissime, ma talvolta anche assolutamente errate, o quantomeno onerosi e devastanti gli effetti e le conseguenze che derivano da loro mancato pagamento. E' innegabile che di errori Equitalia ne abbia compiuti e anche tanti che non sto qui' ad elencare , Io stesso sono stato testimone di un cittadino che in una agenzia delle entrate si lamentava per una iscrizione ipotecaria di 1500 euro circa e avendone chiesta la cancellazione, perche' gli era stato rifiutato un prestito, si e' sentito rispondere : "la deve pagare e poi le sara' cancellata l'ipoteca.Non so quanti di questi casi ci siano stati ma certamente di questi motivi scatenanti risentimento odio e livore non possono essere accusati i media. In questi casi ed altri simili c'e' senz'altro , chiamiamolo zelo, ma e' senz'altro abuso di potere, norma violata, spregio del contribuente e assenza di considerazione qualsiasi dell'essere umano che piangendo chiedeva la cancellazione di un provvediemento assurdo e illegittimo.In ultimo nella lettera si coglie l'appello del direttore dell'agenzia delle entrate alle istituzioni. di una voce costante alta autorevole e chiarificatrice che sarebbe di grande conforto, e sottolineo conforto, nella situazione drammatica in cui versa il paese. Ebbene a questo punto sono stato sopraffatto dai dubbi e mi sono chiesto: ma come con tutti i poteri che gli sono stati conferiti con tutta l'autorita' di cui dispone , con le norme di legge tutte in favore dell'amministrazione finanziaria, con tutte le limitazioni ai diritti dei contribuenti ,con la massima esasperazione del concetto e della lotta all'evasione questo appello in realta' mi sembra quasi una richiesta di riconoscimento di uttto quello che ha fatto finora l'amministrazione finanziaria , praticamente un avallo ai sui comportamenti anche non legittimi ed una condanna ai comportamenti delle persone che hanno messo fine alla loro esistenza non certo perche fosse una moda ma perche' le istituzioni tutte, chi per un verso chi per un altro, nonche' la persistente crisi finanziaria ed un governo che non ha colto questa disgregazione sociale ed economica, hanno contribuito a determinare. Tutti questi contribuenti non hanno compiuto gesti malsani per spirito di emulazione ma perche' per anni sono stati vessati magari hanno anche sbagliato ma certamente non hanno trovato in Equitalia disponibilita' e dialogo e considerazione. Proprio questa mancanza di dialogo che con l'ente di riscossione non 'c'e' mai stata, e con l'assenza di qualsiasi considerazione nella valutazione dei singoli casi hanno determinato questo stato di frustrazione in tutti i destinatari di cartelle da cui nasce la protesta non certo attribuibile ai media. Ecco questo strano appello alle istituzioni mi sembra una forzatura, una giustificazione che non si puo' concedere a chi in passato e' stato graziato per gli errori commessi mentre non lo sono stati i cittadini che oggi stanno pagando. Di fronte a chi ha sacrificato la propria vita mi sembra offensivo chiedere conforto per scaricarsi, semmai vi sono, delle proprie responsabilita. Non credo che tutti quelli che si lamentano contro Equitalia o L'agenzia delle Entrate sono tutti matti senz'altro vi sono delle responsabilita per le quali non e' giusto ed opportuno chiedere conforto. Il torto e la ragione non si dividono mai con un taglio cosi' netto ecc.ecc.

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