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EQUITALIA: STORIE DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE DI UN ENTE OBROBRIOSO

Gentile Direttore Belpietro, Quella che vi vado raccontando è una storia emblematica su come agisce Equitalia sui cittadini onesti che pagano le tasse. Non è la mia storia bensì quella della mia compagna di vita della quale mi sono preso la briga di farle da segretario e scrivente verso Equitalia in quanto il sottoscritto è più "uomo di mondo" di lei. Loretta è una infermiera professionale e da 17 anni paga le tasse regolarmente in quanto è dipendente. Per motivi lunghi da spiegare, difficili da vivere, la sua vita, la nostra vita insieme ha avuto sin dall'inizio una serie di difficoltà (iniziate perchè io ero separato) con la sua famiglia, verso la quale Loretta ha una attenzione particolare, preoccupata per la salute dei genitori che sono anziani. Quindi le sue scelte di vita sono state condizionate da queste motivazioni. Scelte di vita che l'hanno portata a risiedere a Fiumicino dove la vita è più cara che a Terracina, almeno dal punto di vista del costo dell'affitto (il doppio). Ovviamente, sebbene io con la sua famiglia abbia chiuso ogni rapporto non mi sono mai opposto alle sue scelte di vita proprio perchè avendo perso entrambi i genitori so' quanto è importante averli in vita. Quindi da un tentativo di vivere a Terracina, dove era anche riuscita a farsi trasferire presso l'ospedale locale, siamo ritornati a Fiumicino, in quanto voleva stare più vicino ai genitori che stavano invecchiando. Io e Loretta abbiamo una figlia, oggi quattordicenne verso la quale io ho fatto da mammo in quanto non era possibile farla crescere vicino ai nonni proprio per i motivi sopra riportati. Ciò mi ha portato a trascurare alquanto il mio lavoro e per forza di cose, contando soprattutto sullo stipendio di Loretta, le cose hanno cominciato col prendere una brutta piega. Qualche finanziamento, qualche debito, qualche multa non pagata, qualche ritardo nei pagamenti, qualche bollo di circolazione inevaso (abbiamo rinunciato alla mia macchina), qualche ritardo sui canone dell'affitto che in quel di Fiumicino è molto caro... e poi per concludere in bellezza ecco spuntare per Loretta problemi di salute. Nel giro di pochi mesi perde tutti i capelli, ha la psoriasi che le invade il corpo, le si dimezzano i globuli rossi, subentra la debolezza e ciò la costringe a fare delle cure (anche qui molti soldi se ne vanno) presso privati e negli ospedali di Roma. Da cinque mesi è in malattia. Tutto ciò ha creato dei problemi nel lavoro: prima ha dovuto rinunciare ai turni in ospedale, facendole guadagnare meno soldi, poi ha dovuto anche accorciare le ore di lavoro. Detrazioni fiscali, finanziamenti sulla busta paga, niente turni ne straordinari, orario di lavoro al limite del part time... ed ecco una montagna di problemi economici. Io faccio la mia parte ma a 61 anni è difficile fare di più anche se avrei, almeno credo, la possibiltà di fare di più, ma non avendo denaro a disposizione per finanziare alcune mie iniziative... al momento tutto è fermo. Per cui guadagno qualcosina arraggiandomi ma continuo imperterrito a fare il mammo. Per nostra fortuna nostra figlia cresce bene: a parte un paio di anni di profonda crisi adesso a scuola va benissimo e pare abbia scopero la sua strada futura. Ed eccoci giunti ai giorni nostri ed a Equitalia. Purtroppo non è bello quello che sta accedendo: gente che si suicida, qualcuno che fa blitz al limite del terrorismo... Ma non bisogna togliersi la vita per costoro... non lo meritano. Anzi bisogna combattere, e farsi sentire. Io attraverso questo racconto ci sto provando e voglio dimostrare, documentazione alla mano, come i signori di Equitalia le cui direttive provengono direttamente dal Governo (dicono loro) si comportano davanti a un cittadino onesto come Loretta. A gennaio Equitalia si fa viva nella vita di Loretta chiedendole conto di un mancato pagamento del bollo di circolazione. La cifra è di 1.220 euro. Loretta, sapendo di stare in torto vuole pagare ma propone ad Equitalia una rateizzazione di 12 mesi di modo che la rata possa aggirarsi sui cento euro. La proposta viene accolta... però in 8 rate mensili di 155 euro tra cui la prima di 192 euro. Alchè, senza intimorirci si riscrive ad Equitalia, ringranziando per aver acconsentito alla rateizzazion ma chiedendo di ridurre le rate a 100 euro o giù di li in quanto la rateizzazione proposta non consente di portare a buon fine il pagamento. Ci ritorna la risposta ricordandoci che il debito originario è di 823 euro in quanto il resto sono interssi (questo non viene menzionata). Per cui, dice la lettera, il decreto stabilisce che su tale importo (823 euro) la rata minima non può essere inferiore ai 100 euro. "Pertanto - scrive il direttore di Equitalia di Latina - siamo dispiaciuti di non aver potuto accoglere la Sua richiesta di dilazione in 12 rate accordandole il numero massimo di rate concedibili. Cogliamo l'occasione per porgerle distinti saluti". Il 14 marzo, sempre per una tassa di circolazione non pagata, arriva un'altra cartella, stavolta di 608 euro, da sistemare entro due mesi... A questo punto la situazione comincia a ingarbugliarsi notevolemnte, visto che secondo le direttive del Decreto su citato una dilazione (pagabile) non è possibile e tra pochi giorni scadrà l'ultimatum... A questo punto, vedremo cosa succederà! Ma non sarà questo a farci commettere un atto suicida, ci mancherebbe! Lascio a voi la riflessione.

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