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Cannabis colpevole

Signor Direttore, il cervello degli adolescenti risulta essere più a rischio di quello degli adulti che utilizzano la cannabis. Il Dipartimento politiche antidroga (Dpa) ha rilevato che, stando a studi scientifici, il consumo di cannabis provoca varie alterazioni nell’attività cerebrale. Le alterazioni sono state evidenziate nell’ippocampo e nella corteccia frontale, aree ricche di recettori cannabinoidi. Il principio attivo principale della cannabis, il thc (tetra idro cannabinolo), attiva questi recettori. Queste regioni dell’encefalo sono responsabili del funzionamento esecutivo e della memoria; pertanto il consumo cronico di cannabis può compromettere la memoria di lavoro, quella riferita ad azioni da svolgere nell’immediato, e quella episodica, cioè la memoria riferita ad avvenimenti del passato. Gli studi suggeriscono che gli individui che iniziano ad usare cannabis in età precoce, quando il cervello si sta ancora sviluppando, possono essere più vulnerabili a tali deficit neuropsicologici duraturi, rispetto ai soggetti che hanno iniziato ad usarla più tardi. Un ulteriore studio, eseguito con risonanza magnetica funzionale dal Dipartimento Politiche Antidroga, ha mostrato che gli adolescenti utilizzatori di cannabis mostrano grande difficoltà nell’esecuzione di compiti in cui è necessario l’impiego della memoria riferita allo spazio geografico, come per esempio ricordarsi le indicazioni stradali per raggiungere un determinato luogo mentre si sta raggiungendo. Questo risultato rivela un’alterazione delle connessioni neuronali necessarie per affrontare il compito richiesto, e testimonia la gravità del danno prodotto dalla cannabis nel cervello degli adolescenti. Chi parla di marjiuana da rendere libera ha capito bene di cosa si tratta ?

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