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quando un farmaco ti distrugge la vita

caro direttore Io sono Natascia, e sono affetta da "Parkinsonismo giovanile ad esordio precoce"; ho cominciato ad assumere il pramipexolo (un dopamina agonista) nel febbraio del 2005. Dopo circa un anno dall'inizio della terapia, senza che io potessi in alcun modo addebitarle all'assunzione di un farmaco, non essendo, peraltro, tali effetti collaterali contemplati nel foglietto illustrativo del Mirapexin, io iniziavo la mia trasformazione. Non riuscivo a frenare i miei impulsi( pur essendo provato che la sua assunzione potesse causare tali effetti collaterali). Tra le condotte compulsive compariva innanzitutto una grave forma di bulimia (ho incrementato il mio peso di circa 30 Kg ) con insonnia notturna e shopping sfrenato e compulsivo e l'ulteriore deleterio effetto collaterale del gioco d'azzardo compulsivo, senza aver mai amato alcun tipo di gioco d'azzardo e che nel proprio ambiente lavorativo e familiare era conosciuta e considerata proprio per la sua parsimonia, talmente insana ed incontrollabile, tale da indebitarmi per ingenti somme di denaro (solo una parte è documentata contabilmente), facendo ricorso a finanziamenti e prestiti personali per soddisfare la compulsione sempre più incalzante che ha causato il depauperamento dei propri beni e del proprio reddito lavorativo, con tutte le relative implicazioni personali e familiari. Le condotte più gravi, che si sono manifestate con danno irreversibile per la mia vita e della mia famiglia, sono state quelle che l'A.G. competente ha inteso ricondurre nella fattispecie di stalking, condotte e da me contestate nel corso di una normale relazione sentimentale. A causa dell'assunzione del farmaco, che ha letteralmente trasformato la mia personalità non più in grado di gestire e controllare comportamenti, reazioni ed istinti che naturalmente sono insiti in un rapporto di coppia, con conseguenze devastanti per la propria esistenza e per quella dei suoi famigliari. A seguito descritte condotte ritenute penalmente rilevanti, mi sono ritrovata imputata nel procedimento penale nr. 9052/09 R.G.n.r. della Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Teramo per i reati di stalking, lesioni personali danneggiamento. Il 30.11.2009, a seguito di ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal GIP di Teramo venivo sottoposta alla misura cautelare della custodia in carcere presso la Casa Circondariale di Teramo e in seguito presso il carcere di Pisa. Solo il 16.3.2010, ho ottenuto gli arresti domiciliari presso una casa di cura. Ma vi è di più, poiché a seguito di sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Teramo, sez. distaccata di Atri, sono stata detenuta presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere fino al 29.6.2010 e solo dopo una dura detenzione in OPG, il Tribunale del Riesame di L'Aquila, revocava finalmente la misura di sicurezza in atto, restituendo parzialmente la libertà all'imputata, poiché prendeva atto della scomparsa di pericolosità sociale a seguito della sospensione della somministrazione del farmaco, sostituito con altra terapia farmacologica e assoggettava l'imputata al solo obbligo di dimora nel proprio comune di residenza, obbligo quest'ultimo venuto meno solo in data 28.3.2011. I periti interpellati nel processo penale che mi ha visto come protagonista sono concordi nell’affermare che le mie condotte erano state indotte dall'assunzione del Mirapexin, che ha slatentizzato i miei impulsi ponendomi nell'incapacità temporanea di gestire i miei comportamenti in maniera adeguata, con gravissime conseguenze: privata della libertà personale per cause non riconducibili alla mia natura e volontà, con conseguente danno economico, e un irrimediabile danno di immagine e difficoltà a riallacciare normali rapporti di colleganza che si erano già incrinati a caua dell'eccessiva impulsività mostrata dalla Berardinucci nei confronti dei colleghi nei periodi di assunzione del Mirapexin

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