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FARE "DA PUBBLICO" IN UN TALK-SHOW ?

Appaga l'occhio del telespettatore? Si spiega razionalmente? O semplice e moderna "fiera delle vanità" (per chi vi partecipa)? O, altrimenti, come "declassare l'individuo a sola immagine" non partecipativa? O, forse, questo pubblico silenzioso parla più di quanto non sembri? O, forse ancora, un pò avvilente e riduttivo vedere "la gente" come sfondo e riempitivo dello schermo TV? Le tre RAI hanno le trasmissioni di partecipazione "ammucchiata"più riempitive (dove esiste l'ingiustizia di dover accettare di essere tra i pochi a pagare il canone). Spesso mi sono chiesto come si possa intervenire a far "da tappezzeria", senza fiatare, in un dibattito politico, magari sapendone di più degli "ospiti"ufficiali? Quasi,la gente intervenuta non sia all'altezza di fare domande (venendo,poi, il dubbio se il popolo "bue", perchè forse così lo si vorrebbe...non sia più accettabile di doversi accontentare di semplici espressioni facciali..di ammiccamento, o di sorpresa o di furbizia (di chi ha capito il momento) o di annoiamento, o, piuttosto, di "posa", per le belle presenze femminili? Oppure, dover notare dagli stessi partecipanti convenuti, magari da lontane residenze, nessun interessamento a quanto viene detto? Le platee di certe trasmissioni mi paiono decisamente esorbitanti (da far pensare ad un "kolossal"), come a volerne stabilire il successo della trasmissione stessa (mentre sui loro costi,provo a limitarmi nel pensare a contribuzioni delle sole spese "di trasporto"?). Di tutte le trasmissioni seguìte, ho riscontrato che soltanto una...Iceberg di TeleLombardia, da qualche settimana, ha rinunciato al suo già ristretto pubblico ed il confronto con il prima, non mi pare ne abbia tanto sofferto. Ecco, questa potrebbe essere anche una proposta..."sugli sprechi". Saluti. Angelo Mandara

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