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Quei tagli che penalizzano i bambini

Gentile Direttore, sono genitore di un bimbo di 5 anni che frequenta la scuola materna comunale “Quattro Stagioni” di Livorno, scuola vittima da un'improvvisa statalizzazione che mostrerà i suoi effetti sui nostri figli fin dal prossimo anno, privandoli delle insegnanti conosciute, degli orari di sempre e di qualunque altra cosa abbia contribuito a fare di quella scuola la loro scuola nei passati 2 anni. Una scuola ottima, peraltro, con brave insegnanti che hanno saputo instaurare un rapporto molto bello con i nostri figli, in armonia col personale non docente. Purtroppo questo scempio avverrà in virtù di un arido conteggio: l'anno prossimo andranno in pensione 25 insegnanti e il Comune userà quelle di altre scuole cittadine per “tappare i buchi”. E pazienza se i bambini ne soffriranno, se diversi orari creeranno disagi ai genitori che lavorano, se le insegnanti non potranno concludere un ciclo di lavoro o se le famiglie - che avevano scelto questa scuola - si ritroveranno scippate di una situazione acquisita. Tra l'altro, le comunicazioni alle famiglie sono avvenute pochi giorni fa in modo sommario, ad accordi intercorsi, affinché il manovratore non venisse disturbato. L'accordo tra Comune e Regione sarà siglato domani. Certo è che noi genitori avremmo dovuto essere informati prima di firmare per la continuità didattica, e non dopo. L'incontro con i genitori, fissato tra 9 giorni, aggiungerà solo beffa al danno. Ma non si pensi che la scure si abbatta sui peggiori. Anzi. La scure si abbatterà solo su quelle scuole che non svolgono programmi di continuità con i nidi comunali per mere questioni di stradario. Insomma, la qualità non c'entra nulla. In Italia, infatti, quando si tratta di istruzione, se c'é qualità si cerca di eliminarla prima possibile in modo che non attecchisca, e il nostro caso è emblematico. Ciò detto, mi auguro che il Comune di Livorno dimostri un minimo di buonsenso cercando di accompagnare la statalizzazione con una gradualità che non penalizzi i nostri bambini. Lasciando cioè che finiscano il ciclo didattico con le stesse insegnanti. E' forse chiedere troppo?

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