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Lettera aperta al Prof. Mario Monti

Lettera aperta al Presidente del Consiglio Prof. Mario Monti Gentile Primo Ministro, probabilmente questa mia lettera aperta Le sembrerà un po’ irriverente, tuttavia Le assicuro che essa non conterrà nulla che possa offendere la Sua persona. Lei è fuor di ogni ragionevole dubbio consapevole della grave crisi che ha investito non solo il nostro Paese, ma il mondo intero e che questa crisi non è certo di natura economica, bensì finanziaria. Tale precisazione è doverosa perché, è risaputo, una grande ed importante Banca d’affari mondiale, è stata tra le principali responsabili del crac finanziario americano del 2008. Naturalmente è altrettanto noto a tutti che la crisi a livello planetario, deriva da quella americana, appunto del 2008. Detto questo, prima di passare alle questioni che ci riguardano più da vicino, vorrei ricordare quanto affermato da un ex dipendente di quella grande ed importante banca di interesse mondiale, il signor Greg Smith, ex dirigente di e capo dell’Equity Derivatives Business, circa l’ambiente tossico e distruttivo che si respirava nella banca d’affari americana e la consapevolezza che i clienti fossero trattati come “pupazzi”. Ma io credo, Signor Primo Ministro, che queste cose a Lei siano note in quanto Ella ben conosce questa grande ed importante banca d’affari americana per esserne stato un suo consulente insieme ad un altro nostro esimio connazionale, il Dott. Mario Draghi, ora Presidente della Banca Centrale Europea. Avrà ben capito, Professor Monti, che sto parlando della Goldman Sachs. Ora, per tornare all’argomento principale per cui mi sono permesso di scriverLe questa lettera aperta, vorrei fare riferimento ad alcuni episodi cui siamo stati testimoni in questi ultimi giorni. Il primo, quello più drammatico, riguarda la catena di suicidi che hanno visto coinvolti decine di imprenditori e Lavoratori in genere, strangolati dai debiti verso lo Stato e verso le banche. Debiti generati da questa micidiale crisi che ha investito tutta l’Europa e non solo! La Sua battuta sull’esiguità del numero di questi suicidi, rispetto alla Grecia che ne ha contati circa 60 volte di più (salvo poi a smentirla frettolosamente), lo riconosca, è stata davvero infelice. Come infelice è stata l’accusa rivolta al Governo precedente (faccio notare il “singolare”), il quale, secondo il Suo ragionamento, su quei suicidi avrebbe dovuto riflettere per aver portato il Paese in queste condizioni! Ammettendo solo per un attimo che la Sua analisi di colpevolezza del Governo precedente abbia un fondamento, abbiamo appurato la causa, ma le conseguenze negative di una situazione sono determinate, si da una causa, ma anche dagli effetti che quella causa hanno determinato. Mi spiego: Se la causa è di Silvio Berlusconi, l’effetto è di Mario Monti. In queste condizioni, nessuno, dico nes-su-no, può sottrarsi da responsabilità. Gli effetti potevano essere diversi, ma non lo sono stati. Si poteva tagliare con l’accetta la spesa pubblica, riducendo, rispettando l’autonomia di Quirinale, Camera e Senato, i finanziamenti loro dovuti… Questo, Signor Presidente poteva farlo, ma non lo ha fatto. Poteva predisporre un disegno di legge che cancellasse la vergogna del finanziamento pubblico (o li chiami pure “rimborsi elettorali”) ai partiti, ma anche questo non l’ha fatto… Ha preferito, invece, raccogliere là dove non avrebbe avuto grosse difficoltà: lavoratori dipendenti, pensionati e piccoli imprenditori, tutta gente più facile da aggredire e che la propria volontà la esprime nelle cabine elettorali e non in Parlamento come i partiti… E per ultimo, vorrei, se me lo consente, concludere con una domanda: “Lei, Presidente, quale ex consulente di Goldman Sachs, non si sente un po’ responsabile della crisi finanziaria - determinata in buona parte da quella Organizzazione - che ha investito l’intero pianeta, oppure si sente così estraneo alla vicenda da addossare la responsabilità della crisi italiana ad un solo uomo: Silvio Berlusconi?” Nell’attesa che Lei mi dia una risposta, La saluto distintamente. Clemente Mario Pansa

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