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OCCIDENTE SENZA FIGLI E SENZA POLITICA

Non disquisisco sugli orientamenti sessuali delle persone quando questi non siano lesivi per gli altri e purché chi li manifesta non li debba ostentare o se ne debba vantare in continuazione. Sarebbe come fare considerazioni sui gusti estetici individuali. Osservo però che tali orientamenti non sono ininfluenti in termini di sviluppo demografico. Nella società occidentale l'andamento demografico fortemente negativo impedisce il ricambio generazionale, destabilizzando l'intero sistema sociale, al punto da far gravare sulle spalle dei pochi giovani i costi connessi ai bisogni crescenti di una popolazione anziana numericamente molto superiore. Il sistema così non sta in piedi per l'eccessivo squilibrio tra le varie fasce d'età ed è destinato all'implosione. E’ questo il caso dell'Italia. L'esatto contrario si verifica nei Paesi in via di sviluppo, dove la crescita demografica è tumultuosa e incompatibile con la possibilità della biosfera terrestre a sostenerla. Dal momento che gli omosessuali non generano prole (lo sapeva anche il Duce, sostenendo peraltro che in Italia non ve ne fossero), sarebbe auspicabile che l'orientamento omosessuale avesse maggiore diffusione in questi Paesi e un po’ meno da noi. Questa è ovviamente una provocazione, intesa a richiamare attenzione sul problema: in realtà, a prescindere dagli orientamenti sessuali, mi interessa sottolineare la necessità sempre più pressante di una politica demografica, ora del tutto assente, per evitare che le cose si risolvano da sole: in tal caso lo scenario che ci si può prefigurare a mio parere non sarebbe dei più tranquilli. Questo gradiente demografico si è accresciuto in maniera smisurata nel giro di pochi decenni, i numeri sono lì a testimoniarlo. La probabilità di uno "tsunami" demografico non è pari a zero. Possiamo continuare a ignorare il fenomeno, aspettando che si manifesti in tutta la sua portata, ma, come sono solito dire, c’è il rischio che la cosa ci possa portare sfortuna. Trovo spiacevole e paradossale che la politica sia così palesemente incapace di guardare in prospettiva temporale e si comporti come le tre scimmiette del "non vedo, non sento, non parlo". Con i più cordiali saluti.

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