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L'UE non è Dio, ma solo una delle tante Organizzazioni Internazionali

L'Italia è membro di numerose Organizzazioni Internazionali: l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, l'Organizzazione Mondiale del Commercio, l'Organizzazione Internazionale per la Proprietà Intellettuale, l'Unione Europea, l'Organizzazione Mondiale per la Salute, etc. L'Unione Europea è l'unica, tra le tante Organizzazioni Internazionali, che afferma che la propria esistenza prescinde dal volere di coloro - Stati e popoli - che l'hanno istituita. L'Unione Europea è l'unica che ritiene che la propria esistenza e la propria missione siano fini superiori, autonomi, che prescindono dall'evoluzione della Realtà. Se una persona afferma che, per motivi tecnici, sarebbe bene che l'Italia uscisse dall'Organizzazione Mondiale per la Salute, i giornali non parlerebbero di "antisalutismo demagogico e populista". Pochi sanno - e l'approccio ideologico all'UE è la causa di tanta ignoranza - che secondo le autorità comunitare il diritto internazionale non ha vigore sul territorio italiano. Alcuni Giudici (Napoli, Genova), in alcune sentenze, hanno "disobbedito" a tale indirizzo, e applicato direttamente il diritto inter-nazionale. Recentemente presso il Consiglio di Stato ha avuto luogo un contenzioso in cui si è discusso della legittimità dell'atteggiamento, diffusissimo, secondo il quale il diritto internazionale non si applica: il contenzioso ha trattato anchee del rapporto tra il suddetto atteggiamento e i comandi dei Padri Costituenti, che, guardando al mondo intero, deliberatamente scelsero di porre (art. 10 e 11 Cost.) l'ordinamento italiano in diretta connessione con il diritto internazionale e le Organizzazioni Internazionali. Se si applicasse il diritto inter-nazionale l'UE sarebbe finita! Per le ragioni sopra descritte, l'Unione Europea è il male assoluto: gli "europeisti" invocano ideologicamente fini e logiche superiori su cui l'UE si fonderebbe. L'analisi fattuale può osservare tutto ma se arriva a mettere in discussione l'esistenza dell'UE diventa, secondo gli europeisti, demagogica e populista. Oggi gli italiani, con la civiltà di cui sono portatori, devono trovare, insieme, il modo per sopravvivere nel tempo della globalizzazione: i fini dell'europeismo sono secondari, e possono, e devono, essere subordinati, anche sacrificati se incompatibili, con il "superiore" fine della sopravvivenza. In tutto il mondo gli Stati aiutano, nella fase in corso, le proprie imprese: le norme dell'Organizzazione Mondiale del Commercio consentono allo Stato italiano di tutelare le imprese e i lavoratori italiani. Ma l'UE ha le "proprie" logiche e oppone agli italiani i propri divieti, rispetto alla libera ricerca del futuro, che potrebbe svilupparsi nel quadro del diritto inter-nazionale (che ammette i dazi, ammette gli aiuti di Stato, ammette la tutela del made in). Prima di morire vittima dell'ideologia europeista occorre aprire, nelle Univeristà, nei centri studi, sui giornali, nella politica, in Parlamento, un approfondimento "laico" (non-ideologico) sul rapporto tra l'Italia e le Organizzazioni internazionali, consentendo all'analisi di svilupparsi liberamente, senza apriorismi. Dario Ciccarelli dciccarelli@yahoo.it

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