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Occhio alla reazione

Caro Belpietro, le avvisaglie di ribellione popolare sono tangibili. Si comincia. Ogni bersaglio è potenzialmente buono per colpire non un governo, più o meno legittimo ,ma destinato, se Dio vuole, a cambiare, ma lo Stato. Quella mostruosa entità, per definizione infallibile e superiore a tutto, forse sovrannaturale. Quell’entità dietro la quale, tuttavia, ci sono ometti che, quando non peggiori, sono del tutto uguali a noi. E che trovano nella qualifica “fedele servitore dello Stato” la legittimazione al consueto problema del farsi gli affari propri nel migliore dei modi. Quelli, tanto per capirci, che il sommo Totò definiva, differenziandoli dagli uomini, “caporali”. Dunque la ribellione è cominciata. Il popolo, anestetizzato dal benessere diffuso, non aveva, fino ad ora, fatto mente locale. La crisi ha rapidamente posto in evidenze quanto sia inconsistente il concetto di Stato e quanto detestabile sia il suo apparato di sostegno. Ma occorre stare attenti. La reazione sarà durissima. Abbiamo visto come la triste faccia del premier si deformasse in smorfie di autentica rabbia e la sua mano brandisse un immaginaria mannaia mentre ammoniva che nessuna forma di insubordinazione fiscale sarà tollerata. Abbiamo visto il capo dello Stato affermare che nessun disagio sociale può giustificare forme di ribellismo popolare le quali sarebbero subito stroncate senza pietà. Egli pare un anziano miliardario che dorme tranquillamente in una delle residenze più costose del pianeta. Non è così! Agitati sono le sue notti turbate dagli incubi del passato! Ricorrente è il sogno in cui lui, giovane e vigoroso, ai comandi di un T34 con la stella rossa dipinta sulla torretta, spiaccica gioventù ungherese e cecoslovacca trasformando i ribelli in ridicoli adesivi sull’asfalto. Bei tempi passati! Ma se si potesse tornare a schiacciare il ribellismo… Lo Stato, storicamente, non tollera attacchi alle fonti della propria sopravivenza. Sul resto è assai più permissivo, ma sui quattrini…Il terrorismo della bomba alla stazione di Bologna non è un problema. Si tratta poi di cinquanta metri di pensilina da rifare. L’assassinio di Aldo Moro non è un problema. Morto un papa se ne fa un altro. I magistrati disintegrati dal tritolo mafioso non sono un gran problema. Se la sono cercata; in tanti altri casi si è trovato un accordo. Ma sulla riscossione delle tasse bisogna che i ribelli stiano in campana! Equitalia è vitale. La reazione sarà esemplare. Tanto per cominciare non vorrei trovarmi nei panni dei legittimi eredi dei poveracci che si sono tolti la vita per le angherie del sistema fiscale. Sui figli ricadranno le colpe dei padri! Bene, signori ribelli. Se intendete proseguire fatevi furbi. Niente assalti frontali. I sistemi ci sono ma parlarne è reato.

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