Cerca

La crisi economico-politico in Grecia e il fallimento dell’Euro

Pare proprio che in Grecia – stando alle ultime notizie – l’estremo tentativo di formare un Governo, seguendo il modello “italiano” (ovvero un Esecutivo di tecnici), sia destinato a fallire. La Grecia, attanagliata da una crisi economico-sociale drammatica è, ora, anche senza una guida politica che le indichi la strada per venirne fuori. In un altro Paese la mancanza di Governo è quasi sembrata salutare (vedere il caso del Belgio). Non certamente per la Grecia sull’orlo del proprio default come Stato e che, al contrario, avrebbe bisogno di una guida politica forte e surrogata dal consenso popolare, proprio l’esatto contrario di quanto invece – fino ad oggi – hanno rappresentato i partiti tradizionali, come il Pasok e Nuova Democrazia, intenti solo ed unicamente a realizzare quanto l’Unione europea imponeva loro. La dimostrazione dell’”anti-politica” o meglio della volontà del popolo greco di ritornare alla vera Politica, proprio nel Paese dove la democrazia è nata, sta proprio nelle percentuali elettorali ottenute delle forze politiche estremiste, come i neo-nazisti di Alba d’oro e Syriza (coalizione della Sinistra radicale). A prima vista pare proprio che il voto greco sia un chiaro segnale del crescente euroscetticismo che c’è nel popolo greco, un popolo fiero e orgoglioso delle propri radici, così come sembra sempre più certa – ed il probabile mancato accordo per formare il Governo rinforza questa convinzione – l’uscita della Grecia dall’euro. Un passaggio che, il futuro lo dimostrerà, andrà tutto a beneficio di Atene e dei greci. Un passaggio che non sarà di certo un “dramma”, ma bensì una liberazione per il popolo greco. Roberto Marraccini San Giuliano Milanese (MI)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog