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Pensiero di un imprenditore ottantenne per il bene della Nazione

Avendo letto l’articolo del Dr. Edoardo Nesi, pubblicato il giorno 1/05/2012, intitolato: “Appello agli Imprenditori : Non Arrendetevi” ho desiderato, in quanto imprenditore, di scriverVi quanto segue, quale sfogo e contributo per tutti coloro che come me ora stanno soffrendo per la triste realtà. Vi ringrazio per il tempo che vorrete dedicarmi per la lettura di quanto ho da dirVi. Sono un imprenditore di 79 anni e vorrei darVi un modesto contributo, raccontandoVi qualche esperienza della mia lunga vita con i lavoratori nella mia impresa. A 17 anni emigrai in Venezuela , dove lavorai per 5 anni sulle piattaforme per l’estrazione del Petrolio. Al mio ritorno in Italia, realizzai un’ azienda di ricostruzione degli pneumatici, Per 54 anni, vissuti da imprenditore a Bari, ho dedicato con passione il mio tempo ,12 ore al giorno, alla mia azienda, seguendo in prima persona i lavori degli operai ed impiegati. Per un lunghissimo periodo ho avuto come organico quasi 100 dipendenti. Tanta è la mia esperienza, compreso l’amaro fallimento della mia azienda, ma per fortuna, nonostante il pensiero mi sia balenato spesso in testa ,non ho avuto la forza di farla finita togliendomi la vita. Data la mia esperienza vorrei esprimere un pensiero, riguardo lo “Statuto dei lavoratori”, che ritengo importante per lo sviluppo del nostro Paese. Dopo circa 3 anni dalla sua messa in vigore, mi sono reso conto che la principale conseguenza è stata la perdita di qualità importanti quali l’obbedienza , dovere e rispetto. Vi segnalo alcune scene a cui ho assistito personalmente durante la mia vita, che dimostrano l’inesistenza ormai di tali valori all’interno ed anche fuori alla mia impresa . 1- Nella mia azienda spesso accadeva , immaginando il lavoro da svolgere come un “traino carico” , che 5 operai spingevano e gli altri 5 avevano solo le mani appoggiate e facevano finta di tirare . Questi ultimi 5, oltre a causare un rallentamento della produzione, così facendo provocavano un maggiore affaticamento dei 5 lavoratori.. Dei 5 che tiravano il traino, ho potuto constatare che 3 lavoravano con amore e soddisfazione, gli altri 2 lavoravano, si bene, ma per necessità. In tutta onestà posso affermare che solo quei 5 lavoratori mi hanno sempre dato il coraggio e la forza per continuare l’attività. 2-Un giorno personalmente andai alle Ferrovie Calabro Lucane. C’erano due impiegati di cui uno con le mani incrociate e la testa sulla braccia che sonnecchiava, l’altro al telefono, molto probabilmente, parlava con la moglie , riguardo a cosa cucinare . Dopo circa 10 minuti di attesa, assalito dalla rabbia urlai : <>? … Alle mie Urla ecco che venne fuori dalla sua stanza il capo ufficio e solo così fui servito.. 3- Alla Posta Centrale di Bari un giorno ho visto in un salone circa 50 persone sedute intorno ai tavoli che giocavano tranquillamente a carte..eppure non era la pausa pranzo. Nella mia testa ….un solo pensiero :“Povera Italia”. Potrei raccontare tante altre storie ,sicuramente note anche a Voi , che mettono in evidenza queste disfunzioni anche al Catasto, al Municipio , negli Ospedali ed in altri Uffici Pubblici. Da tutta questa esperienza ho riflettuto tanto e sono arrivato alla conclusione che ci vorrebbe come lo Statuto dei Lavoratori” uno “Statuto degli imprenditori” , che disciplini il comportamento dei lavoratori indicando i “Doveri” allo stesso modo dei loro “Diritti”. Ritengo che esso sia davvero importante per la crescita e lo sviluppo dell’Italia. I politici hanno sempre cercato di migliorare i “Diritti dei lavoratori”, perché è interesse personale per ottenere i voti, per andare al potere, non prendendo mai in considerazione il rispetto, il dovere e l’obbedienza da parte dei lavoratori. Tre parole importanti, anzi direi fondamentali per la crescita della Nazione. Anche i giornalisti non hanno mai avuto il coraggio di mettere in evidenza, con rigore, questa mancanza . Premesso che, a mio modesto parere, “Il paradiso non esiste sulla terra”… riconoscendo il valore che il lavoro ha è sarebbe più facile svolgerlo con piacere e non con amarezza.... come un obbligo. “Il lavoro è ciò che consente da vivere con dignità la propria vita”. I “Doveri”, al pari dei “Diritti, “l’Obbedienza”, “il Rispetto” e “l’Equità” sono importanti ,dovrebbero valere per tutti, anche per i politici e la magistratura . E’ scritto in tutti i tribunali e preture : “La legge è uguale per tutti”. Ma ciò è senza valore,sono solo parole scritte e non rispettate..!! Il nuovo statuto dei lavoratori ,con la modifica in corso, deve comprendere Diritti e Doveri anche peri lavoratori statali. Per concludere Il “rischio” che esiste per gli imprenditori deve esistere per tutti :i lavoratori , i magistrati i politici . Il rischio di Perdere il posto di lavoro, consentirà il rispetto dei doveri . L’obbedienza è fondamentale per il bene della nostra Nazione attualmente alla deriva. Solo così i fannulloni , i furbetti si ridurrebbero notevolmente, lasciando spazio a chi “ha voglia di lavorare”. Il governo dovrà farsi carico della formazione,dovrà dare la possibilità di un reinserimento in attività confacenti alle attitudini e provvedere all’integrazione sociale. Sappiamo tutti che è possibile reintegrare un lavoratore, ma quante di queste possibilità ha un onesto imprenditore fallito? Tutte le attività libere dai fannulloni .. dai furbetti … porterebbero ad una maggiore produttività e come conseguenza aumenterebbero le “entrate” a vantaggio di coloro che hanno voglia di lavorare, degli imprenditori e dello Stato stesso. L’imprenditore è consapevole che i lavoratori vanno rispettati , perché è grazie a loro che l’azienda cresce e si sviluppa, ma i lavoratori sanno quanto è importante anche rispettare coloro che offrono ad essi il lavoro? . Non mi stancherò di ripetere che il “rispetto” è la chiave fondamentale per la crescita dell’uomo, dall’azienda e del Paese. Siamo anelli legati ..uno tira l’altro… perché non augurarsi di tirarci tutti sempre verso l’alto? Ho scritto la presente per a. far riflettere e stimolare i politici più importanti al cambiamento radicale di alcune leggi, per il bene della Nazione. b. uno sfogo mio personale, nella speranza di un futuro benevolo per la mia famiglia e per tutti coloro che stanno soffrendo come me. c. e per i Ministri Tecnici affinché , pur non avendo il massimo potere, insistano nel voler modificare le leggi “malfatte” ,in nome del popolo che aspetta con ansia di uscire al più presto da questa crisi. Ferrara Giuseppe

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