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Chi stabilisce che nel lavoro a 45 anni si diventi vecchi?

Gent.mo Direttore , Sono n 45 enne,da 2 anni a questa parte sto cercando lavoro,ho risposto a circa 10000 annunci,mi sono iscritto a tutte le agenzie per il lavoro interinale,ho accumulato nella mia vita molte esperienze lavorative ,e adesso mi accorco che non sono servite a nulla,su 10000 risposte ad annunci 5 mi hanno chiamato,ho fatto il colloquio e poi il silenzio più completo,10 mi hanno risposto via mail che ero troppo vecchio.ora sono disperato affranto e deluso,per la legge italiana è vietato discriminare per motivi anagrafici, quindi in teoria sarebbe illegale eliminare dalle selezioni over 45 senza una motivazione oggettiva, sarebbe anche illegale favorire nel lavoro autonomo gli under 45 a scapito degli altri. Questo appunto in teoria. Il problema è che affinché si possa parlare di “discriminazione” deve dal punto di vista legale esserci un pregiudizio o comunque una motivazione non oggettiva. Le attuali leggi e norme italiane offrono facilmente le motivazioni oggettive per preferire un under 35 a un over 45, eliminando di fatto la fattispecie della discriminazione. Come principi legali posso citargliene tre, il primo riguarda il lavoro dipendente e gli altri due il lavoro autonomo: 1. le aziende ricevono un bonus fiscale introdotto dall'attuale manovra Salva Italia (parliamo di cifre non indifferenti, tra i 10.000 ed i 15.000 euro a persona) se assumono lavoratori di sesso maschile/femminile o under 35. Ne abbiamo parlato qui: Bonus alle aziende che assumono under 35! Ed agli altri "over"? Chi ci pensa? 2. La legge sui contribuenti minimi fissa a 35 anni il limite per il quale termina lo status di “giovane”, quindi se ne può usufruire a qualsiasi età per soli 5 anni, ma se si hanno 20 anni ad esempio, per 15 anni (fino al trentacinquesimo anno di età). Ne abbiamo parlato qui: Regime dei contribuenti minimi 2012 3. Aprire una srl (società a responsabilità limitata) come si sa è complesso e costoso. Ma se si è giovani (età fissata a 35 anni dall'attuale governo per questa precisa fattispecie), aprire una srl diventa più semplice: basta un euro di capile sociale (invece di 10.000) e non serve il notaio (che come risaputo ha costi non indifferenti). Ciò è previsto dalla nuova manovra Cresci Italia. Da un punto di vista legale quindi le aziende sono legittimate a ricercare under 35, poiché è lo stesso governo a fornire i mezzi oggettivi affinché non si profili la discriminazione, ma anzi ottengano vantaggi e siano incentivate dalle leggi ad assumere “giovani”. E per quanto riguarda il lavoro autonomo le distinzioni per età sono espressamente scritte nelle leggi stesse. Se mi chiede se sono d'accordo con questo... assolutamente no! Nel lavoro dipendente e nel lavoro autonomo non andrebbe fatta a mio parere alcun tipo di distinzione! Un 45enne dovrebbe avere stesse identiche opportunità di un 35enne. Probabilmente il governo è spinto (in assoluta buonafede, sia chiaro) a queste scelte dalle crescenti preoccupazioni sui dati della “disoccupazione giovanile”, non considerando tuttavia che la disoccupazione dei 40enni, 50enni e 60enni, è (seppur statisticamente inferiore) degna di stesso riguardo e meritevole di stesse attenzioni. In parole povere: un 45enne disoccupato non dovrebbe avere a mio parere meno opportunità di essere assunto o di mettersi in proprio solo sulla base del fatto che “ci sono meno 45enni disoccupati che 25enni”!!. I giornali e i telegiornali continuano a parlare di giovani senza lavoro,ma dei 45enni senza lavoro,con famiglia a carico,mutuo,etc etc,non si è mai parlato, Io alla mia vita ci tengo molto,ma ho incominciato a capire il perché molti uomini si sono suicidati in questi ultimi mesi. Grazie per avermi dedicato un po’ del suo tempo. Andrea M.

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