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NO ALL'IMU.

La LAC di Andria (BT) in concomitanza con la scadenza della prima rata dell’I.M.U., il 18 giugno prossimo, indice, in piazza Montecitorio davanti alla sede della Camera dei deputati, la Giornata del Suicidio di Massa. Il fine di questa manifestazione eclatante è quello di sensibilizzare la politica italiana sui temi reali delle famiglie: l’effettiva capacità contributiva di ogni singolo cittadino ed il proprio lavoro, da cui deriva la capacità di spesa. Le ultime manovre finanziarie sono delle vere e proprie patrimoniali, ciò significa che i patrimoni sono soggetti a tassazione indiscriminatamente al di là della reale capacità di produrre reddito, da un lato, mentre non si incide sulla spesa pubblica né sui costi della politica dall’altro. Il Governo Monti, l’avevamo scritto in tempi non sospetti, non avrebbe realizzato le riforme tanto proclamate da vari lustri, anzi avevamo detto che era il Grande alleato della finanza, della banche e di chi ha tutto l’interesse a rimanere attaccato al proprio scranno parlamentare. Il patto tra questi soggetti è simile a quello tra un leone, un asino, una mucca e una pecora per la spartizione di una preda di Frediana memoria, il cui esito era scontato: il leone per un motivo o per l’altro mangiò tutto il cervo. Mentre, anche in questi giorni, per le note motivazioni alcuni nostri concittadini si suicidano, invece i politici in primis, gli opinionisti, evidentemente asserviti al potere, le testate giornalistiche sono impegnati ad arrovellarsi il cervello ed ad alienare quello degli italiani sulle motivazioni del voto, omettendo di disquisire su due fattori importanti: uno è rappresentato sull’affluenza al voto, di fatto la minoranza dei votanti si è recata al voto, l’altro l’exploit di liste civiche e la stagnazione e la sconfitta di alcuni partiti, meglio definire fazioni, diciamo tradizionali. Il trait d’union non è l’anti politica, ma l’affrancamento da un balzello; infatti hanno reso uno degli strumenti della democrazia parametro per imporre una ulteriore gabella ai cittadini. E’ palese che il riferimento è il rimborso elettorale, che di fatto è il finanziamento pubblico ai partiti. Di fronte alla cecità ed alla sordità di coloro che sono soltanto delegati a certe mansioni, gesti singoli passano in sordina. Per costoro è più importante rispondere a certi organismi superiori che ai propri elettori, immaginate la superbia e la sfrontatezza di questi loschi figuri. Qui si impone una riflessione etica su queste istituzioni, prima tra tutte l’UE, può questa imporre a milioni di cittadini politiche, del tipo il fiscal compact? Certamente no! Infatti non ha una Costituzione Europea, una legge fondamentale che riconosce diritti e doveri del cittadino. Altro che l’etica nel pagare le tasse indiscriminatamente invocata da Monti o lo stesso che vuole imporre ad altri la sobrietà, mentre lui stesso ed i suoi accoliti mangiano ostriche e champagne e viaggia per il mondo con i soldi degli altri e chiama come consulenti esterni “morti di fame” da trentamila euro al mese (altra figura della vecchia Repubblica, il sig. Amato!?). Signor Monti sa che può fare teleconferenze con tutto il mondo in tempo reale e senza spendere un cent e ci potrebbe far risparmiare certi stipendi? In un ipotetico gioco della torre, chi dobbiamo buttare giù? Amici sicuramente non dobbiamo soccombere noi, il popolo. Questo pasticcio è stato architettato ad arte per imporre nuove forme di schiavitù. Molti anni di conflitti in Iraq ed Afghanistan, nuovi F35, ingenti spese per affrontare in quella maniera l’immigrazione clandestina (mai a nessuno è venuto in mente di pensare all’immigrazione come ad una risorsa!), spese folli delle Amministrazioni dello Stato in tutte le sue articolazioni (a proposito quanto ancora ci costerà la società per la costruzione dello stretto di Messina?), il pozzo senza fondo della Sanità, e l’elenco sarebbe lunghissimo, ci sono costati, ahimè, la situazione attuale. E’ GIUNTA L’ORA CHE PAGHINO I VERI RESPONSABILI! Alea iacta est! Sì, il dado è tratto; è l’ora di attraversare il Rubicone e riappropriarci del potere che la Costituzione ci ha attribuito. Ben vengano uno, dieci, cento, mille Grillo, almeno dice la verità, l’anti politica è altra cosa: è l’anarchia, il terrorismo, che hanno il solo scopo di cambiare il soggetto egemone, e non sono nel nostro DNA. Non bisogna confondere l’espressione del dissenso democraticamente manifestata: il non voto, l’astensione, l’indifferenza o l’indolenza sono maniere democratiche e non violente di manifestare il proprio stato d’animo verso il potere. VIVA L’ITALIA! QUELLA CHE LAVORA, PRODUCE, PAGA LE TASSE E SOFFRE IN SILENZIO.

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