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l'improvvido e l'improvvisazione

" L'amministrazione comunale di napoli così tratta il proprio territorio" ovvero debole coi forti e viceveresa (ANIDA ass. disabili sfrattata per morosità"!!! lettera Si parla tanto della realizzazione di un nuovo stadio contestualmente alla riqualificazione del “vecchio” San Paolo. E’ bene coinvolgere tutto in una unica iniziativa ma occorre però tenere separati gli argomenti normativi urbanistici e finanziari dei due interventi rispetto al progetto di finanza (P.F.) che deve interessare solo la parte pubblica (San Paolo). Gli interventi che hanno una specifica valenza privatistica anche se realizzano modeste parti (per valore) ad uso pubblico come il nuovo stadio rispetto alla maggiore consistenza commerciale e residenziale, debbono perseguire una propria strada di fattibilità urbanistica e finanziaria (all’uopo vedasi il nuovo stadio della Juventus, privato su area privata acquistata dal Comune di Torino), ma non certamente attraverso il P.F. che diversamente potrà interessare solo la “indifferibile” struttura pubblica dello stadio San Paolo da riqualificare funzionalmente. Diversamente si rischia di incrementare inopinatamente il prezzo del P.F. che invece deve riguardare – come detto - solo la concessione di opera pubblica (stadio San Paolo) conformemente al testo unico sugli appalti anche perché dell’elevato valore finanziario e plani volumetrico dell’intera operazione, la riqualificazione del San Paolo come dell’area d’intorno rientra in un’alea del 5/10% dell’intero prezzo del P.F.. Inglobando i due interventi si rischia di concedere premialità urbanistiche, volumetriche e di destinazione d'uso a/su aree private a supporto del “vantaggio“ imprenditoriale del promotore che sì realizza l’opera ad uso pubblico (nuovo stadio) ma pur sempre privato, ma realizza anche centri commerciali, parcheggi, residenze e terziario che debbono essere connessi e non stralciabili anche in futuro dall’impianto sportivo. Pertanto il P.F. non può interessare aree ed immobili privati se c’è conformità urbanistica, vincolistica, geomorfologica ed idrogeologica avendo l’amministrazione il diritto dovere solo di valutare ed autorizzare la realizzazione della cosa privata ancorchè in parte ad uso pubblico. Se sussiste tale compatibilità occorre permesso a costruire anche per piano urbanistico attuativo se ne ricorre il caso ma, senza coinvolgere nel merito di un P.F. l’amministrazione. Il P.F. genera concessione ovvero anche gestione ma, della cosa pubblica e per un determinato periodo per poi rientrare nella disponibilità della proprietà pubblica; non così se cosa privata ancorcchè appare anomalo parlare di P.F. su cosa privata. Nel caso, dev’essere il promotore a ricercare congruentemente allo strumento urbanistico e vincolistico delle proprie aree il vantaggio imprenditoriale ma non attraverso espedienti che portino a premialità e che potrebbero procurare solo un notevole vantaggio per lo stesso anche in ipotesi di non essere il concessionario, determinato dalla notevole plusvalenza immobiliare dei suoli. Pertanto sì all’iniziativa unica ma i due “interventi” debbono restare separati valutando unicamente il vantaggio e le proposte per la riqualificazione dello stadio San Paolo anche con premialità ma congruentemente al costo degli interventi di riqualificazione di esso impianto sportivo pubblico. ing. Gabriele La Pietra (già responsabile di staff Assessorato allo Sport del Comune di Napoli) Rif.ti : 3283509524 – lapietra_1@libero.it

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