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L'Equitalia di Befera

Ritrasmetto la lettera perchè mancavano i due slogan Gentile direttore, faccio riferimento all’articolo G. Paragone su Libero del 18.5.12 per esprimere, come lavoratore di Equitalia, una piena condivisione del suo contenuto. Sembrerà strano, che come lavoratore di Equitalia, in questi giorni, non mi sento, purtroppo, vittima ma carnefice. (Sic!). In realtà, facendo anche riferimento all’articolo di P. Ostellino sul Corsera di qualche giorno fa, ritengo che sia superficiale autocelebrarsi od autoassolversi , e tralasciando la retorica, tutta incentrata sul filone di “pagare tutti pagare meno”, si può tranquillamente affermare che l’attività di Equitalia potrebbe essere riassunta con due slogan: “ Debole con forti e forte con i deboli”, “Poche idee e confuse”. Prima di spiegare il perché, è necessario chiedere agli attuali politici e politicanti se non ci siano gli estremi per instituire una commissione di inchiesta parlamentare per far luce di come sia avvenuto, dal 2006 in poi, il passaggio del sistema esattoriale dal privato al pubblico, con quali costi e con quali truffe!! Le vessazioni dei cittadini-contribuenti, in realtà, hanno inizio proprio da quel passaggio, allorquando gli esattori privati (per la maggior parte istituti bancari di primaria importanza ma anche privati) per aumentare il valore delle loro aziende che da lì a poco lo Stato-Pantalone avrebbe acquistato, hanno posto in essere queste pratiche truffaldine ed illegali. (Senza trasparenza e senza controllo; che fine ha fatto la tanto sbandierata DUE DILENGE). Gli esattori privati diedero ordine ai propri funzionari, che oggi rappresentano l’attuale management di Equitalia, di iscrivere ipoteche e fermi amministrativi degli autoveicoli per importi irrisori (sanzioni amministrativi – TARSU ecc.)senza una preventiva notifica VALIDA delle cartelle e degli atti prodromici, ma solo per far maturare i diritti delle procedure esecutive previste dalla legge e quindi, gonfiare il valore delle aziende da vendere a caro prezzo allo Stato. Questo “andazzo” ha costretto la Cassazione ad intervenire ed a dichiarare illegittime le ipoteche inferiori agli ottomila euro, attualmente il limite dalla legge è stato fissato a ventimila. Ma Equitalia, a seguito della nota sentenza, ha cancellato d’ufficio le ipoteche sottosoglia? E perché non l’ha fatto? In questi giorni si ode che Equitalia vuole avere un rapporto corretto con i contribuenti che fin d’ora “ dovranno essere chiamati clienti”; ma davvero? Allora perché, tanto per fare qualche esempio: si inviano centinaia di migliaia di solleciti di pagamento di somme abbondantemente prescritte ? Perché non vengono accolte le legittime richieste di prescrizioni e decadenza da parte dei “clienti”, costringendo gli stessi a sostenere le spese legali per contenziosi, che poi saranno scaricate sulla collettività. Con quali criteri i funzionari di morosità rilevanti, (quelli che pignorano gli orecchini di Maradona) unitamente agli ufficiali di riscossione scelgono i contribuenti per procedere agli accertamenti con la Guardia di Finanza; la trasparenza, l’imparzialità, l’economicità della P.A. come si valuta? (Si tratta di veri e propri blitz che in uno stato di diritto “normale” ci vorrebbe un mandato del giudice penale per procedere ed entrare nelle aziende e case degli italiani, attualmente servono solo a far chiudere le aziende, per non parlare poi dei pignoramenti sui c.c.b., e più in generale sui rapporti finanziari, attività attualmente inutile ed invasiva che ha un effetto dirompente sui rapporti tra contribuente e Banca causando di fatto la revoca degli affidamenti e la segnalazione alla centrale rischi). Ancora, qual è la percentuale annuale di incasso rispetto ai miliardi di euro che Equitalia dovrebbe riscuotere rispettando le leggi ed in particolare quella sulla notifica. (Percentuali ridicole ?!! ) E’ sotto gli occhi di tutti che il sistema è inefficiente e che bisogna cambiare registro; per troppo tempo, noi cittadini – lo Stato- abbiamo affidato al sig. Befera e compagni (compreso Mastropasqua, con tutti gli incarichi che ricopre) un eccessivo potere: capo dell’Agenzia e capo degli esattori; è incompatibile a ricoprire il doppio ruolo; anche agli addetti ai lavori, e non solo ai contribuenti, sono poco chiare le modalità di calcolo dell’indennità di mora di spettanza degli enti creditori e le effettive somme dovute agli stessi a seguito delle continue migrazioni dei dati dei sistemi informatici, nonchè le spese di procedura esecutiva; sono poco chiare, ancora, le modalità di calcolo degli interessi di maggiore rateazione anche quando si decide di pagare in anticipo; perché è ancora dovuto l’aggio di riscossione? Di come si è chiamati a lavorare in Equitalia (Capogruppo, Nord, Centro e Sud, chi sono stati assunti negli ultimi anni?) e di come vengono scelte le figure apicali (direttori provinciali, regionali, quadri e A.D., con quali curricula, la maggior parte è inadeguata), per concorso? Potrei continuare su molte cose ancora. (Spese e consulenze legali, discarichi delle somme iscritte a ruolo che l’Agenzia delle Entrate come gli altri Enti INPS, INAIL e COMUNI , non emettono a danno dei cittadini – famosa la direttiva 10, la concertazione con sindacati in cambio di posti di lavoro per i familiari e promozioni facili, sui distacchi sindacali, lavoratori a libro paga che mancano dal lavoro da anni senza fare alcunchè, ecc. ecc.). Orsù, coraggio, promuoviamo questa commissione di inchiesta parlamentare, ma non per indagare sui lavoratori di Equitalia ma su come il signor Befera, in solitario all’apparenza, ha gestito l’accertamento e la riscossione dei tributi in questi anni. Quale forza politica ci sta, senza criminalizzare l’esazione dei tributi. Un lavoratore di equitalia, (non si può non pretendere l’anonimato.)

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