Cerca

Una voce fuori dal coro : Equitalia non va demonizzata

Alla cortese attenzione del Direttore Belpietro Una voce fuori dal coro : EQUITALIA non va demonizzata In questo periodo Equitalia è soggetta a continui attacchi da parte di molti politici e cittadini ; anche gli organi di informazione esprimono giudizi in gran parte negativi dando la sensazione che essa sia tra i principali colpevoli della crisi e dei sucidi che ne sono gli estremi e tragici effetti. In numerosi servizi e trasmissioni televisive viene condannato un presunto comportamento vessatorio di Equitalia utilizzando alcuni casi limite che sono accaduti senza fare chiarezza sui compiti ad essa attribuiti dalla legge e senza dire che se ci sono responsabilità vanno attribuite al sistema fiscale,alla normativa vigente e/o agli Enti impositori. Da ultimo molti Sindaci conducono una crociata contro l’Ente e il Presidente dell’ANCI ,il sindaco Del Rio, sembra capeggiarla gettando benzina sul fuoco. Ho letto la sua intervista rilasciata a Repubblica e ripresa dal Corriere della Sera nella quale propone " al posto di Equitalia e del suo pugno duro una società di riscossione dei tributi locali al servizio esclusivo dei Comuni gestita e partecipata dall’ANCI nazionale. Una agenzia meno costosa, che distingua i contribuenti in base al reddito,che adotterà pesi diversi a seconda che si tratti di un evasore o di un pensionato in bolletta " Prosegue " individueremo uno o più operatori privati che forniranno il know how organizzativo. Noi porteremo in dote l’esperienza sul campo … distingueremo i contribuenti in base al reddito. Prima di mettere in campo delle azioni per il recupero crediti verificheremo se si tratta di un lavoratore dipendente o di un cassa integrato. Non metteremo certo ganasce fiscali per debiti da 1000 euro come abbiamo visto accadere " Gli ha fatto eco il suo vice presidente Sindaco di Bari che ha dichiarato " siamo tutti d’accordo con la proposta di Del Rio : è una buona idea perché solo chi conosce il mercato e la situazione economica del luogo,può decidere se usare severità oppure concedere una dilazione o altre soluzioni. Quello di Equitalia è un modello cieco che non distingue i furbi da coloro che non possono momentaneamente pagare. Non è tollerabile l’atteggiamento vessatorio da Basso Impero " Leggendo le suddette dichiarazioni ho avuto subito un dubbio: i due interlocutori conoscono poco la materia fiscale e il sistema tributario vigente,non sanno che il procedimento di riscossione è regolato da norme precise e inderogabili e non ricordano il sistema di riscossione preesistente ad Equitalia; Le loro proposte mi hanno fatto tornare alla mente le nozioni di diritto tributario studiate tanti anni fa ; rappresentano un ritorno al passato e sono vecchie di oltre 60 anni . Due cose non ho capito: le regole dovrebbero essere uguali per tutti ,come si fa a distinguere in base al reddito? In quali casi pensionati in bolletta o cassa- integrati potrebbero avere debiti col fisco? Forse non hanno pagato la Tarsu e in questo caso proprio il Comune potrebbe adottare delle politiche sociali per ridurre la tassa sui rifiuti e/o rinunziare alla sua riscossione. Per " coloro che non possono momentaneamente pagare" è prevista la rateizzazione del debito,non riesco a capire quale altra possibilità possa essere concessa. La rivendicazione " all’esperienza sul campo dei Comuni " sembra far riferimento alle Municipalizzate che non brillano certamente per efficienza ed economicità. Tornando al passato, voglio ricordare ai due Sindaci : - i primi scandali per finanziamenti ai partiti riguardarono l’INGIC e le varie società alle quali era affidato dai Comuni la riscossione del dazio. - i famosi F.lli Salvo che gestivano le Esattorie della Sicilia. - nei tempi più recenti ci sono state ( anche in Emilia ) sentenze penali per numerosi scandali di concessionari che …graziavano debitori con falsi verbali di infruttuosa esecuzione e/o di irreperibilità. - In tanti Comuni, specie di grandi dimensioni, si sono prescritti crediti per milioni di multe e tributi locali. - In moti casi,specie in Comuni piccoli ,per mancanza di personale e di professionalità si è ricorsi, con costi elevati, a consulenti e legali esterni per i procedimenti di riscossione coattiva. - Molti di quelli che criticano Equitalia sono gli stessi che anni fa lamentavano la bassissima percentuale delle somme riscosse dai concessionari ( che per anni si aggirava intorno al 2-3% dei crediti iscritti a ruolo) Una breve storia : fino al 1°ottobre 2006 il Servizio Nazionale di Riscossione dei tributi è stato affidato a 103 diverse Aziende " CONCESSIONARIE " ( una per provincia) che erano subentrate dal 1990 alle precedenti ESATTORIE. Dalla stessa data è stata istituita EQUITALIA una S.p.a. a totale capitale pubblico ( 51% Agenzia delle Entrate 49% INPS ) incaricata dell’attività di riscossione nazionale dei tributi. E’ presente su tutto il territorio nazionale ,con esclusione della Sicilia,con oltre 8000 dipendenti. Il contribuente o debitore che non ha pagato un’imposta, una tassa,un contributo,una sanzione, un canone o altro viene inserito da ciascun Ente creditore in un elenco debitori che si chiama" RUOLO" L’Ente Impositore affida la gestione della riscossione di quanto dovuto ad Equitalia che svolge il ruolo di mero intermediario tra il creditore ed il debitore nel rispetto della normativa vigente. Ne consegue che il contribuente,per eventuali contestazioni della cartella di pagamento, deve rivolgersi all’Ente Impositore titolare del credito. Se la pretesa contenuta nella cartella è esatta è giusto che il cittadino paghi,è un dovere anche verso chi le tasse le paga spontaneamente. Se i termini previsti dalla legge scadano senza che Equitalia abbia ricevuto dall’Ente impositore un provvedimento di annullamento (totale o parziale ) o di sospensione, ha l’obbligo per legge di iniziare le procedure esecutive e/o cautelari sui beni con l’aggravio delle ulteriori spese e con gli interessi di mora che non sono certamente superiori a quelli che le altre banche applicano,con compensi , competenze e spese varie di ogni genere ecc..con stratagemmi vari, agli ignari clienti sic et simpliciter. Può procedere con fermo amministrativo di autoveicoli e motoveicoli – ipoteca- pignoramento immobiliare e mobiliare – pignoramento di crediti verso terzi. La legge non prevedeva un limite di importo minimo per l’iscrizione dell’ipoteca- Il pignoramento immobiliare poteva essere effettuato nel caso di debiti superiori a ? 8.000,00 I contribuenti che si trovano in temporanea situazione di difficoltà debbono rivolgersi ad Equitalia per ottenere la rateazione del debito; la dilazione può essere concessa fino ad un massimo di 72 rate mensili. Per la rateazione di somme superiori a 50 mila euro non è più necessario presentare garanzie. Per le modalità di dilazione e il numero delle rate è necessario far riferimento ai regolamenti di ciascun Ente ( Erario,Comune, INPS ecc.) Dal 1° marzo 2012 per importi fino a 20.000 euro il contribuente può ottenere( melius ha diritto ad ottenere ) la rateizzazione con una semplice richiesta senza altra documentazione in un numero massimo di 48 rate mensili ( l’importo di ciascuna rata non può essere inferiore a 100 euro )) Il DL 16/2012 convertito in legge 44 del 26 aprile 2012 ha introdotto una serie di misure che vengono incontro ai contribuenti in difficoltà: la richiesta di dilazione blocca l’iscrizione di ipoteca;questa misura cautelare diventa possibile soltanto quando la domanda è respinta o se il contribuente non rispetta il piano di rateizzazione. Equitalia non potrà procedere con l’ipoteca né con l’espropriazione immobiliare per debiti sotto i 20.000 euro. Nonostante queste ultime disposizioni, comunque, l’accusa di vessazione va rivolta al sistema fiscale , alla vigente normativa, agli Enti impositori e non certamente ad Equitalia che è un semplice esecutore. Per dimostrare che la vessazione è contenuta in alcune norme mi limito a due esempi: - In base all’art.29 del decreto legge 78/2010 gli avvisi di accertamento che l’Agenzia delle Entrate emette dal 1° luglio 2011 hanno la qualità di titolo esecutivo per il 50% delle imposte accertate ,somma che comunque bisognerà pagare a titolo provvisorio nel caso in cui si decida di ricorrere. In base ad un accertamento impugnabile e dall’esito incerto si obbliga il contribuente a pagare una somma che,viceversa,dovrebbe essere certa ,liquida ed esigibile ! E’ la reintroduzione dell’odioso principio del "Solve et repete "che fu dichiarato anticostituzionale negli anni 60. - Se il contribuente aderisce ed accetta in toto il verbale di constatazione dell’Agenzia delle Entrate, le sanzioni vengono ridotte ad 1/6 sicchè nella maggior parte dei casi ( anche quelli discutibili e/o opinabili) è costretto " obtorto collo " a pagare per non vedersi sestuplicare l’importo nel successivo avviso di accertamento. Spesso la vessazione deve essere attribuita agli Enti impositori che: - unici competenti ad irrogare le sanzioni non applicano i criteri di determinazione previsti dall’art.7 D.lvo 18.12.1997 n.472 "… riguardo alla gravità della violazione desunta anche dalla condotta dell’agente, all’opera da lui svolta per l’eliminazione o l’attenuazione delle conseguenze nonché alla sua personalità e alle condizioni economiche e sociali. La personalità del trasgressore è desunta anche dai suoi precedenti fiscali. La sanzione può essere aumentata fino alla metà nei confronti di chi,nei tre anni precedenti,sia incorso in altra violazione della stessa indole. Qualora concorrano eccezionali circostanze che rendono manifesta la sproporzione tra l’entità del tributo cui la violazione si riferisce e la sanzione,questa può essere ridotta fino alla metà del minimo " Sono tutte graduazioni e attenuazioni che per legge vanno applicate dall’Ente accertatore e non da Equitalia. - emettono numerosi accertamenti poco sostenibili - non accolgono le istanze prodotte in autotutela per l’annullamento totale o parziale di quelli infondati o illegittimi e persistono nelle richieste originarie trasferendo la responsabilità delle decisioni alle Commissioni Tributarie e obbligando il contribuente ad un lungo e costoso contenzioso. Un esempio che mi viene in mente: la cosap richiesta dal Comune di Reggio E. anche per i passi carrai a filo; ho sostenuto che è illegittima; sicuramente le richieste di annullamento non saranno accolte,il Comune iscriverà la tassa e le sanzioni a ruolo,Equitalia non potrà non procedere ,ma certamente ad essa non potrà essere attribuita alcuna responsabilità. Conclusione: l’accusa di vessazione e oppressione fiscale va rivolta al legislatore e agli Enti impositori unici titolari dei crediti tributari e non alla incolpevole Equitalia demonizzata ingiustamente. La distinzione invocata dal Sindaco Del Rio tra "evasori e pensionati in bolletta e cassa integrati " deve essere fatta dal sistema normativo , dagli Enti impositori e non sicuramente da Equitalia o da qualsiasi altra Agenzia delegata unicamente alla riscossione. Anziché proporre l’abolizione di Equitalia sostituendola con società di altro tipo sarebbe opportuno proporre una inderogabile riforma del sistema fiscale ( compreso il regime sanzionatorio )rendendolo più equo e creando e/o valorizzando organi e ruoli di garanzia a difesa e tutela del contribuente contro qualsiasi forma di vessazione. Attualmente esiste il Garante del contribuente ,ma allo stato normativo ha poteri e mezzi assolutamente insufficienti ed inadeguati. Renato Forenza Ex Dirigente dell’Agenzia delle Entrate forenzar@libero.it

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog