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Terremoto. Possiamo ancora ricostruire

Egregio direttore, a due giorni dal terribile terremoto di domenica, alle 4 del mattino, il rumore riecheggia ancora. Trovi bei posti desolati e stravolti. Niente più chiese, campanili e torri. Constati gravi danni e diversi crolli. Senti di distruzioni e morti. Vedi persone che han perso un affetto. Alcuni senza lavoro, altri senza tetto: e cadi nello scoramento. Perchè il dolore non dura solo una notte. Non è lontano dalle nostre vite: a volte, ci gela il cuore. Fa apparire il mondo impenetrabilmente nero. Credi sia tutto finito lì. Così, dinnanzi a eventi tragici e a una natura ostile. Poi, un ricordo si fa strada inaspettato. Anche nei momenti più difficili, c'è sempre un domani. Grato dell'attenzione. Distinti saluti Pierpaolo Vezzani Correggio (RE)

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