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PARALLELE CONVERGENTI

Mi si passi l’inversione di un famoso ossimoro, che penso sintetizzi egregiamente la situazione politica attuale. Il centro/destra esce massacrato dalla recente tornata elettorale amministrativa del 20/21 maggio, e questo è un dato di fatto incontrovertibile (al di là delle inevitabili minimizzazioni di bottega). Quello che risulta meno chiaro, è come i due partiti interessati da questa epocale sconfitta, intendano proporsi al loro elettorato disilluso e defezionista, in previsione delle prossime elezioni politiche del 2013 , se non prima. La Lega Nord è stata travolta dalle inchieste giudiziarie che, partendo dal tesoriere Belsito, si sono rapidamente estese al suo leader Umberto Bossi & Famiglia: è stato uno tsunami tanto improvviso quanto inatteso. Il passo indietro di Bossi con le dimissioni da segretario del partito, poi il ripensamento, e quindi la definitiva rinuncia ad una sua ricandidatura, sono indici di una confusione mentale mista a malcelata megalomania, non accettata da un elettorato tradito nei suoi ideali (la Lega dura e pura) e quindi assolutamente non disposto al perdono sui temi dell’onestà e della trasparenza che dovevano essere dirimenti rispetto alle altre forze politiche: alla prova dei fatti, proprio il leader si è dimostrato un piccolo uomo come tutti quelli che, a parole, fustigava. Il rimedio, se pur basterà, è la fuoriuscita di Bossi & Famiglia dal partito e dalla politica, sperando che gli elettori dimentichino presto: improbo compito per Maroni che, a questo punto, avrà bisogno non tanto di auguri quanto di validi e onesti collaboratori, senza cercare figure conosciute e autorevoli: l’autorevolezza e la stima dovranno essere conquistate sul campo e la loro costruzione è lunga e laboriosa, proprio come dopo un terremoto. Parallela, se pur completamente diversa nella sostanza, è la situazione del Popolo della Liberta’: Berlusconi che lascia la segreteria del partito ad Angelino Alfano, ma che non per questo lascia il partito, è oggettivamente una situazione ambigua e indice di un rinnovamento solo di facciata. La sensazione palpabile è che Alfano, nei suoi comportamenti e nelle sue dichiarazioni, sia come trattenuto e timoroso del giudizio critico interno di chi lo ha sponsorizzato: non può e non deve essere così. In natura i cuccioli, non appena cresciuti quel tanto da ritenere siano divenuti autosufficienti, vengono allontanati dalla madre e lasciati a sé stessi e, ovviamente, c’è chi sopravvive e chi non, ma questa è la legge della selezione naturale. La specie umana (specialmente l’Italica) si è, invece, inventata la protettività del cucciolo ad oltranza, e così le madri pretendono di guidare, più o meno velatamente, e quindi condizionare, i comportamenti della prole ben oltre ogni limite naturale. Se si ritiene che Alfano abbia da tempo dismesso i dentini da latte, ebbene lo si lasci libero da qualsiasi forma di condizionamento, palese o velata che sia, e vediamo cosa sà fare: certo, è come un giro di roulette puntando sul rosso o sul nero, ma è così che succede quando si deve prendere qualsiasi decisione. In pratica, Berlusconi dovrebbe ritirarsi a vita privata, rinunciando anche al sottile piacere del ruolo di eminenza grigia che tutto muove senza mai apparire, e questo per il bene del suo partito e del centrodestra. Penso che nessuno fra gli elettori del PDL dubiti delle doti di statista di Silvio Berlusconi, che è stato dalla gran parte amato e apprezzato, ma allo stesso tempo ritengo che l’attuale contesto dell’agone politico sia tale da impedire un suo ulteriore operato, anche dietro le quinte, vista l’ascetica inebriatura da incenso di cui è purtroppo vittima il Paese. Non dobbiamo dimenticare, infatti, la demonizzante, denigratoria, invasiva e perdurante campagna contro le sue piacevoli distrazioni notturne (peraltro apprezzabili e invidiabili) messe in atto non solo dai soliti genuflessi, ma soprattutto da chi strumentalmente si riempiva le narici degli effluvi d’incenso, quando in realtà se lo stropicciava sotto i piedi. Il danno d’immagine è stato enorme e, purtroppo, non recuperabile. In questo caso non si mette certo in discussione l’onestà o le capacità dell’uomo, ma se ne deve solo fare una questione di opportunità politica: il passo indietro si rende allora necessario quia maiora premunt (detto alla romana, ma quella giusta).Per concludere, tra Lega Nord e PDL, esistono situazioni parallele, non certo analoghe e neppure lontanamente paragonabili, ma convergenti nelle soluzioni di opportunità ai fini della sopravvivenza politica. Maffioli Bruno - Milano

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