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Un'idea da pezzenti

Egregio Direttore, questa mattina, leggendo il Corriere della Sera online, sono rimasto profondamente colpito dall’iniziativa “Ripartiamo dalle idee”, promossa da SDA Bocconi School of Management, ArmandoTesta e Corriere che, udite udite “…si uniscono a sostegno dello sviluppo del Paese…”! Leggendo attentamente il regolamento del concorso, ai 10 vincitori del concorso si offrono: “1) una campagna pubblicitaria ideata da Armando Testa per la promozione dei progetti vincenti; 2) spazi pubblicitari per promuovere il progetto vincente: 3 mezze pagine su Corriere della Sera; 5 milioni di impression su Corriere.it; 3) un percorso di formazione della durata di 5 giorni full-time e svolto in un'unica edizione presso la SDA Bocconi (costi di trasferta e permanenza a Milano saranno a carico del partecipante!). Questo concorso rappresenta un’offesa al buon gusto e al buon senso, ma che ci si poteva aspettare d’altra parte dai professori della Bocconi? Delude piuttosto la complicità a questo “bluff” del Corriere e di Armando Testa. Un offesa al buon gusto: “si uniscono a sostegno dello sviluppo del Paese”, parole grosse, che implicherebbero un impegno e investimenti sicuramente più adeguati. I professori della Bocconi dovrebbero sapere che un’attività imprenditoriale non si può sviluppare semplicemente con un corso di formazione, una campagna pubblicitaria e tre mezze pagine su un quotidiano. La formazione è importante, così come la comunicazione, ma per far nascere un’impresa è indispensabile avere mezzi finanziari adeguati per sostenere tutti gli investimenti necessari all’avviamento iniziale. Potevano fare di più. Il premio che offrono ai vincitori è semplicemente una “vetrina”, la possibilità di mettersi in mostra nella speranza forse che poi qualche illuminato investitore si renda disponibile ad investire nel progetto “vincente”; sempre che poi qualcuno non si sia “rubato” l’idea prima… Mi risponderanno che ognuno fa quello che può, ognuno per il proprio campo operativo, e che l’iniziativa servirà comunque a “promuovere” nuove idee, che sarà compito dei ragazzi vincitori del concorso, se saranno veramente capaci, convincere poi eventuali investitori… Che delusione, che presa in giro. Già che c’erano, non potevano chiedere il coinvolgimento anche di un istituto finanziario? Se non altro per poter effettivamente mettere a disposizione dei vincitori anche una piccola risorsa per poter avviare l’attività, anche 50mila euro (quanto spende una banca per una piccola campagna pubblicitaria? Se avesse investito l’1% di quella somma in questo progetto ne avrebbe avuto un ritorno d’immagine sicuramente superiore). Ma se 50mila o 10mila euro sono troppi per tre grandi aziende come SDA Bocconi, Testa e Corriere, potevano almeno rimborsare ai vincitori il biglietto del treno per Milano e la permanenza in albergo per 5 giorni. Fra qualche mese qualcuno sbandiererà il grande successo dell’iniziativa e l’enorme numero dei partecipanti al concorso; bisogna solo sperare, “per lo sviluppo del Paese”, che tutti questi giovani volenterosi non vadano poi a sviluppare le loro idee in America, dove le idee le finanziano davvero.

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