Cerca

Idee ricostruttive per la rinascita liberale

Egregio Direttore, il titolo del presente intervento vuole essere evocativo. Riecheggia volutamente quello di uno straordinario scritto di Romolo Murri, senza certo ambirne ai livelli. Ma amo le sfide e con questo mi voglio confrontare. Le odierne dinamiche parlamentari, come traspaiono dalle notizie di stampa, rivelano una classe politica nazionale che sembra proprio insalvabile, da chi guarda alla costruzione di un’Italia liberale. I voti sui recenti provvedimenti anti-corruzione e sul finanziamento pubblico dei partiti ne forniscono un’immagine impietosa. Continua, d’altro canto, la mattanza di imprenditori, artigiani e professionisti, che scelgono il suicidio come gesto estremo e simbolico, come atto di accusa nei confronti di una classe dirigente e di uno Stato, assolutamente incapace di riformarsi e di essere sempre più esoso nei confronti dei cittadini. L’immagine dello Stato, percepita da un numero crescente di cittadini, è quella di orride Naiadi che tutto inghiottono nelle loro acque stagnanti, di una sorta di spaventosa Medusa che ogni cosa avvinghia con i propri capelli serpenti, di una terribile Medea che uccide e divora i propri figli-cittadini pur di mantenere privilegi e potere. Ho usato immagini forti e cariche di significati simbolici, ma non lontane da quelle, molto meno mitologiche, che si sentono parlando con la gente in treno, al bar, nei negozi – sempre più vuoti – per la strada. Il successo delle liste del movimento che si ispira a Grillo, non è solo un segnale di allarme, ma un elemento di preoccupazione, di fronte ad un misto di disgusto e volontà di rivolta che serpeggia tra la gente. Un atteggiamento di ricerca di una novità seria ed autentica. In particolare, fanno ridere di fronte a questo fenomeno di impotenza e disgusto, le recenti dichiarazioni di Bersani, che oggi rappresenta il partito più conservatore dello scenario politico italiano, incapace di ammettere le sconfitte. Dimostra di aver capito pochissimo dello stato d’animo degli italiani. Dimostra, in particolare, di essere la vera stampella elettorale di un sistema di potere che rinuncia a cambiare. Bersani dimostra la limitata capacità di analisi del proprio partito, quando afferma che il PDL ha votato per il Movimento 5 Stelle. Errore colossale. A Parma, dopo l’esito di comunali, che ritengo veramente un campanello di allarme, sono stati i dirigenti del PDL a inseguire i propri elettori. In questa situazione, credo che, oggi, proprio un soggetto politico genuinamente liberale possa avere una forza ed una capacità di attrattiva straordinaria, se avesse il coraggio del nuovo. Proprio la sua apparente minorità e il non essere presente nelle istituzioni, ne costituirebbero il principale elemento di forza. Si tratta di una richiesta alla politica di cambiare e riformarsi, aprendo a forme di partecipazione popolare, di ascolto e di condivisione. Questo credo che sia l’elemento chiave per cui il movimento di Grillo, avrà successo ovunque abbia candidati all’altezza riesca ad ottenere la simpatia e l’appoggio della gente. Alla luce di questo, non credo in senso stretto all’unione delle forze politiche moderate, ventilato da tanti politici della seconda repubblica. Su questo punto credo che Casini abbia ragioni da vendere, quando ha recitato il de profundis sul Terzo Polo. Ma Casini può permettersi di farlo da un punto di forza: l’area cattolico-conservatrice è strutturata ed organizzata, quella laico liberale no. Proprio l’area politica e culturale laica e liberale, che nell’attuale scenario e di fronte alle richieste di ammodernamento dello stato, del sistema fiscale, del tipo di rapporti tra cittadino e Stato, della politica stessa, ha, di fronte a se, una opportunità straordinaria. Sulla base di queste considerazioni, celebrato il funerale del PDL e del suo modello politico, invito il suo quotidiano, a farsi promotore di un “Manifesto per l’Italia Liberale”, al fine di costituire un nuovo soggetto politico liberale che sappia fornire una risposta organica alle frustrazioni e ai bisogni, che motivano la scelta massiccia a favore del movimento di Beppe Grillo. Questo soggetto politico dovrebbe in alcuni aspetti anche incarnare, senza inseguirlo nei modi, alcune peculiarità del movimento di Beppe Grillo. Il partito che tanti cittadini desiderano è un partito leggero, di tipo anglosassone, con una struttura federale e non centralista, che rivoluzioni i criteri di adesione dalla periferia al centro, e non viceversa. Il Partito nazionale riceverebbe una quota del finanziamento e manterrebbe poteri di controllo sugli iscritti alle singole unità territoriali e di indirizzo politico. Lo stesso partito dovrebbe diventare un laboratorio aperto ed attivo sul territorio, capace di esprimersi sui temi che riguardano i cittadini ogni qualvolta ve ne sia la necessità. Allo stesso tempo, il nuovo soggetto politico, deve sfruttare le enormi possibilità offerte dalla rete, che diventa luogo di controllo della stampa. Questa scelta richiede tuttavia la messa in campo di una organizzazione leggerissima, ma orientata ai modelli introdotti da Obama della democrazia 2.0 in cui siti, Blog e social Network si integrano, non in modo sporadico, come hanno fatto i candidati delle presenti elezioni, ma secondo un modello di presenza costante e di credibilità personale. Una credibilità nella democrazia 2.0, risponde a modelli diversi da quelli della vecchia politica, non si fonda sulle appartenenze e sulla capacità di ripetere contenuti di altri, come credeva erroneamente qualche nuovo partito, ma sulla coerenza dei contributi personali in termini di capacità critica e di proposta. Questo modello, da cui non credo si potrà tornare indietro, è tipicamente liberale perché premia il singolo le proprie capacità e la propria credibilità personale in una comunità estesa. Questo nuovo soggetto, che mi auguro possa nascere come soggetto politico liberale credibile, non può lasciare a Grillo il monopolio dei temi fondamentali di cittadinanza, che sono alla base della cultura liberale da Locke in avanti, ma deve saperli coniugare in una sintesi adatta ai tempi, come Gobetti seppe fare magistralmente nella sua epoca. Questo soggetto politico deve incarnare con coerenza e credibilità, temi fondamentali delle idee liberali, come i diritti dei cittadini, il rapporto paritario tra cittadini ed istituzioni, valore funzionale dello stato (contrapposto allo stato etico), la semplificazione burocratica, la certezza del diritto, la semplificazioni delle procedure processuali, la moralità pubblica, la contrarietà al finanziamento pubblico della politica, la denuncia delle storture del mercato, del corporativismo e dei cartelli, l’opposizione alle mega-municipalizzate (che non sono più controllate dalla politica, ma la controllano) e l’esigenza di una drastica riforma del sistema fiscale in senso americano, caratterizzato da maggiore equità ed attrattiva, rispetto all’odierno caos nazionale. Pur senza inseguire il Movimento 5 Stelle, occorre praticare e predicare coerentemente i temi della partecipazione dei cittadini al processo decisionale, specie in sede locale e la trasparenza amministrativa, promuovendo strumenti di democrazia diretta. Questa è la sfida che ci aspetta. Dobbiamo saperla cogliere. Se i liberali fossero solo una componente di un raggruppamento della vecchia politica, incapace di riformarsi e di rinunciare ai propri privilegi, allora sarebbero sconfitti in partenza. In particolare, soprattutto in chiave futura occorre essere alternativi, non tanto a Grillo, che stimo per la capacità di denuncia, ma soprattutto a quella vecchia politica verso cui i cittadini dimostrano sempre maggior disgusto. Se il comico genovese, riuscisse a moderare alcune sparate, verso cui i primi critici sono gran parte dei sostenitori del Movimento 5 Stelle, credo che possa anche essere avviato un dialogo senza pregiudiziali anche in sede locale e nazionale. Oggi i liberali, o almeno i potenziali elettori liberali, soprattutto i tanti elettori di Forza Italia del ‘94, che avevano creduto nel sogno di una grande rivoluzione liberale, si sentano molto più distanti dei partiti nazionali che dal Movimento 5 Stelle, perché in esso trovano, seppur in una formulazione rozza, alcuni temi fondamentali della cultura liberale. Lo stesso fenomeno che aveva caratterizzato la lega di Miglio, che vedo assolutamente contrapposta alla sua degenerazione dei due decenni a guida Bossi. Diversi da Grillo, ma più diversi da un sistema politico fallimentare, che ci ha portato al curatore fallimentare Monti, che non riesce a compiere quei minimi gesti di responsabilità che l’Italia si aspetta. Questo credo debba essere il messaggio di un movimento liberale orgoglioso delle proprie tradizioni culturali. Oggi abbiamo una possibilità enorme ed il tempo gioca a nostro favore: guardare avanti con coraggio, aprendo le porte ai tanti liberali che per diversi motivi sono oggi separati, e avere il coraggio di proporsi come forza alternativa all’Italia di oggi, capace di andare oltre la semplice protesta, che si candida a diventare maggioranza del paese. In conclusione, proporrei, alla luce della mia estrazione culturale, ispirata al liberalismo classico anglosassone, credo che il nuovo soggetto politico non possa essere necessariamente essere moderato e conservatore. In questo senso il nuovo soggetto, dovrebbe avere anche nel simbolo un forte richiamo alla straordinaria cultura liberale USA, al fine di dimostrare una volontà di rinnovare l’Italia, secondo un modello genuinamente liberale cui tanta parte del potenziale elettorato guarda con ammirazione, se non altro come luogo del proprio immaginario. Michele Trancossi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog