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La visita di Monti a Bergamo:considerazioni di un impolitico

Bergamo è la città dell’impresa, del lavoro, della solidarietà e della fiducia. Gli effetti dei provvedimenti (dal decreto liquida Italia in poi) del governo Monti sono: recessione, incremento del debito pubblico, disgregazione sociale, caduta della speranza nel futuro. A Bergamo sono migliaia i lavoratori esodati che rischiano -a seguito di mutamenti nelle regole del gioco istantanei, drastici e quindi iniqui voluti dal Ministro Fornero- di trovarsi senza ammortizzatori sociali, senza lavoro e senza pensione. A Bergamo ci sono migliaia di piccole imprese in difficoltà. Monti sta operando per rendere economicamente ingestibile qualsiasi attività: l’appesantimento del carico fiscale, l’aumento dell’oppressione dello Stato sull’economia, l’uso del fisco come strumento di lotta di classe contro i più deboli, l’asservimento al grande capitale finanziario parassitario (limitazione dell’uso del contante, commissioni bancarie ammesse per legge, invenzione creativa del business bancario della smobilitazione dei crediti delle imprese nei confronti dello Stato, promozione dell’usura attraverso l’esempio dato da Agenzia delle Entrate ed Equitalia, modifiche dell’articolo 18 che servono principalmente a banche e assicurazioni, ecc.); sono linee di azione che vanno nella direzione della distruzione consapevole e sistematica della piccola impresa, dell’artigianato e del commercio al dettaglio. In questo modo, l’Italia potrebbe assomigliare di più alla Grecia. Sulle macerie del sistema economico e dello stato sociale, i becchini designati accoglierebbero, in questa prospettiva, i compratori stranieri. Bergamo è la città dell’accoglienza e della promozione sociale. Monti vuole togliere la casa a commercianti, artigiani e piccoli imprenditori italiani e accreditarsi come agente leale presso i capitalisti finanziari di tutto il mondo. Bergamo si muove nel mondo ma non ha mai tradito l’Italia. Cosa vuole Monti a Bergamo? Carlo de Filippis

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