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Egr. Direttore, leggo su libero di due giorni fa l'ennesimo articolo nel quale si prendeva atto di come lo spread sui titoli di stato rispetto al bund ci vincoli nelle nostre scelte economiche, come questo differenziale ponga maggiori oneri futuri al nostro bilancio. A questo punto mi sorge un dubbio. Gli oneri futuri si sviluppano sulla differenza tra prezzo di emissione e quanto sarà rimborsato alla scadenza. Si formano, quindi, unicamente al momento della collocazione dei titoli pubblici. Questa collocazione non avviene ogni giorno ma ad intervalli ben distanziati l'uno dall'altro. Eppure lo spread è misurato quotidianamente. E' impossibile che misuri la differenza tra i prezzi di emissione tra BTP e Bund, in primo luogo perchè, come detto sopra le emissioni non sono quotidiane, in secondo luogo perchè dovrebbe esserci la coincidenza di misurare una emissione di Bund analoga o comunque comparabile a quella italiana (per durata interesse etc..). Ma allora, cosa sta misurando lo spread che ci viene propinato ogni giorno e sempre diverso? Chi lo definisce? sarebbe grottesco scoprire che è elaborato dagli stessi soggetti che speculano sui nostri titoli. E se i nostri titoli sono così poco ricercati tanto da doverli svendere perchè al momento dei collocamenti la domanda è sempre quasi doppia dell'offerta (l'ultima emissione mi sembra la domanda fosse 1,5 volte l'offerta). La prego mi illumini.

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