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PRECARIETA' PROTRATTA, IMPLOSIONE SOCIALE ASSICURATA

Gentile Direttore, secondo Orazio "dum vitant stulti vitia, in contraria currunt", cioè gli sciocchi per evitare un difetto cadono nel difetto opposto. Ciò in Italia vale evidentemente per il mercato del lavoro e la sua organizzazione: da una stabilità ritenuta eccessiva si è passati alla attuale precarietà perenne, che si è tradotta, più che in un aumento di opportunità per tutti, in una condanna a una duratura infelicità per molti, con ripercussioni non da poco sulla capacità di formare una famiglia e di avere dei figli. In termini darwiniani, la fine (a tempi record) è assicurata. La via dell'estinzione rapida è quella che da tempo, credo inconsapevolmente, abbiamo imboccato, incapaci di intuire le conseguenze delle regole e degli assetti che ci siamo dati. E’ in atto un'implosione sociale, che ha basi strutturali (non si tratta quindi di una semplice congiuntura, come ci piacerebbe credere) e la perpetua precarietà del lavoro con conseguente incapacità di progettare un futuro e di generare una prole ne sono tra le cause principali. Saranno i nostri politici (di destra o di sinistra o di centro) in grado di capire la situazione, o continueranno imperterriti sulla loro strada, come l'orchestra del Titanic impegnata a suonare mentre la nave si inabissa? Con i più cordiali saluti.

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