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Nuovo gruppo dirigente? No, grazie

Personalmente non condivido le critiche all’attuale gruppo dirigente del PDL. Ritengo infatti che Alfano sia il miglior Segretario che si possa avere ed un leader decisamente più credibile rispetto a quelli che guidano gli altri partiti. E sono anche convinto che la sconfitta alle amministrative sia persino positiva, in vista delle elezioni del 2013: è facile prevedere che le nuove amministrazioni creeranno ben presto scontento e rimpianti, ed il PDL potrà approfittarne. Ad una condizione: che si cominci fin da ora ad agire pensando alle elezioni. È quindi fondamentale una operazione verità: non bisogna perdere occasione per ribadire quanto fatto di buono dal precedente Governo, né accettare che Bersani & C. continuino a raccontare in giro falsità senza controrepliche. Permettere che si racconti che “Berlusconi negava la crisi” e quindi “è colpa sua se siamo arrivati fin qua” senza ribattere che, dati alla mano, fino a Giugno 2011 non eravamo affatto in crisi, ma anzi eravamo il secondo Paese esportatore e produttore d’Europa, con tassi di inflazione e di disoccupazione sotto la media, e che l’unica cosa che abbiamo pagato da Luglio in poi è stata l’instabilità politica generata dal fatto che il nostro è l’unico Paese al mondo in cui in quel periodo l’opposizione non ha fatto responsabilmente quadrato col Governo, permettere ciò, dicevo, ha un solo risultato: lascia sedimentare nell’immaginario comune l’idea che la verità sia quella. Non possiamo permetterlo. E con lo stesso spirito, non possiamo neanche permettere che Monti porti avanti una politica in contrasto con quella precedente. Occorre ribadire con forza i propri distinguo; ed ogni volta che verrà messa una fiducia, occorre far capire che si vota perché far cadere Monti sarebbe un male peggiore, oppure occorre ricorrere all’astensione, e nel contempo far capire al professore che non è il caso di tirare troppo la corda. Ma soprattutto, bisogna approfittare di ogni occasione possibile per dimostrare quanto fossero pretestuosi gli attacchi della sinistra al Governo Berlusconi. Il ricorso continuo alla fiducia; il conflitto di interessi; l’eccessiva presenza in tv del Premier; gli annunci di provvedimenti ancora non presi e su cui i vari ministri sono in contrasto tra loro; le preoccupazioni per lo spread: su tutte queste cose la sinistra urlava ai tempi di Berlusconi e sta zitta con Monti. Come si può rinunciare a mostrare quanto fossero falsi Bersani & C? Come si può non sfruttare un simile piatto d’argento? No, non occorre una nuova classe dirigente. Si tratta anzi di una richiesta a mio avviso controproducente. Perché tutto quanto ho detto finora può essere fatto solo se il PDL dimostrerà di essere unito, lasciando le discussioni agli altri. E non è certo partendo da rese dei conti che si può arrivare all’unità e, quindi, alla vittoria. Ing. Fabio Scarpellini

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