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Quelle mamme che preferivano i figli violentáti e quelle inquietanti rassomiglianze col Processo Buc

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Caro Direttore, “Il sonno della ragione ingenera mostri” (“El sueño de la razón produce monstruos”), ammonisce il famoso quadro (1797) del Goya (1746 – 1828), conservato a Madrid. I mostri non sono le maestre di Rignano; mostruoso è l'atteggiamento delle madri che, insultando e gridando contro il lavoro dei giudici, dimostrano di preferire che i loro figlioletti siano stati veramente violentáti anziché il contrario. Implicitamente, si conclude così che la vera violenza, secondo la verità giudiziaria (che non è la Verità, e che merita rispetto), è quella cui queste madri hanno sottoposto i proprio stessi figli. Sul "CorSera" di oggi (ieri, per chi legge) c'è una lunga recensione di Paolo Mieli a due paginate (pagg. 38 – 39) su un saggio storico di Marina Montesano intorno al tema della plurisecolare ed occidentalissima “Caccia alle Streghe” (Salerno Editore, 12, 50 €). Libro che dimostra che, lungi dal diminuire nella Modernità, tale fenomeno di suggestione collettiva fu inasprito persino da intellettuali come Samuel Sewall (1652 - 1730), giudice che condannò a morte tre "streghe" del processo di Salem (per il quale in sèguito avrebbe fatto mea-culpa) ed altresì autore del primo trattato teologico contro la schiavitù in America (il progresso umano, come si vede anche qui, non è mai lineare). Ma soprattutto, l'ex direttore del "Corriere", nel suo sunto del libro, menziona una storia citata dalla storica italiana che ci ricorda proprio quella dell'asilo nido di Rignano: nel 1983, a Los Angeles una madre, Judy Johnson (la quale in sèguito sarebbe morta per complicazioni d'alcolismo), denunziò un maestro elementare, Ray Buckey, per aver abusato sessualmente del suo bimbo. E ciò addirittura assieme ad altri maestri e collaboratori scolastici: proprio come nell'asilo vicino Roma. E proprio come nella scuola assolta ieri nella nostra Capitale, i genitori sottoposero ad interrogatori (a modo loro, evidentemente suggestivi), i figlioletti: l'inchiesta portò il procuratore ad ipotizzare 360 piccoli abusati (!). Secondo i racconti dei piccoli, sarebbero stati condotti in tunnel e cimiteri, ma la polizia, cerca-cerca, non li trovò: proprio come i fantomatici luoghi delle presunte orge pedofile di Rignano. Nel 1990, il presunto mostro fu assolto, sia pure da una giuria divisa. Il processo fu fra i più lunghi e costosi della storia USA. I mass-media hanno comunque seguitato a dar credito alla versione dei bimbi. Se è vero che spesso la realtà supera la fantasia, è altresì vero che, in casi come questi, certe storie sono troppo orribili per essere veramente compiute da esseri umani. Lele Jandon

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