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la proposta presidenzialista ed il grande Tabù delle sinistre

Sono un liberaldemocratico, e perciò mi trova concorde la proposta riformista rilanciata ieri da Silvio Berlusconi: voglio avere lo stesso diritto di votare il mio Presidente come i Cittadini Francesi, Europei come noi. Ma è uno dei tanti grandi Tabù delle sinistre all'italiana. (Pardon, ma la Francia considerata "Paese conservatore" non ha forse appena eletto un socialista all'Eliseo? Hanno un tale disprezzo della volontà popolare le sinistre che danno il loro voto di fiducia al regime di Monti? Evidentemente, sanno bene di non aver partorito neanche una vera personalità nelle loro schiere perché le loro ideologie non lasciano spazio a chi si distingue.) L'idea presidenzialista è stata sostenuta da ormai cinquant'anni, Berlusconi non è certo il primo a riproporla. La propose persino Costantino Mortati (1891 - 1985), giurista e costituzionalista, nonché uno dei padri costituenti. Mai sentito? E trovò concorde, fra gli altri, anche l'antifascista liberalsocialista Gaetano Salvemini (1873 - 1957). Il mio Paese merita Leader forti e legittimati dal consenso del Popolo, e non di persone imposte che non sono nemmeno parlamentari e che hanno l'odioso privilegio illiberale di non dover rendere conto a nessuno che li possa punire alle urne. Secondo i comunisti ed i cattocomunisti, invece, il presidente della repubblica, così come il presidente del consiglio, deve sempre essere un vecchio: come i Papi. Ecco perché non siamo un Paese per giovani. Lele Jandon

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