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lettera da una giovane cittadina

Gentile Direttore, sono una giovane mamma di 27 anni e ho deciso di scriverle questa email sperando che io non sia l'unica ad essere indignata da quel che sta accadendo al nostro Paese. Probabilmente questa mail verrà cestinata come tutte le altre, ma ci proverò comunque ad esprimere il mio parere. Stasera leggendo su tutti i quotidiani non faccio altro che vedere la distruzione che ha provocato il terremoto in Emilia, ennesima ferita che si porterà nel tempo la nostra amata Terra. Fa molto male leggere queste notizie, ma fa ancora più ribrezzo sentire alcune affermazioni. Ne vorrei citare una: "Celebreremo sobriamente il 2 giugno ma lo dedicheremo alla memoria delle vittime, al dolore delle famiglie e anche a momenti di scoramento che devono essere superati. Lo celebreremo perchè la Repubblica deve dare conferma della sua vitalità, forza democratica,serenità e fermezza con cui affronta le sfide" (Giorgio Napolitano). Ora, invece vorrei potermi soffermare su quanto dice la nostra Costituzione: L'Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. E' una frase semplice, ma che nella sua semplicità non riesce ad essere usata, applicata...anzi, viene dimentica, accantonata, inutilizzata ed è addirittura indifferente alla schiera di persone che governano, che hanno governato e che (temo) governeranno. La voce del popolo non ha nessun valore, ed è quello che fa più male per un giovane, come me, che da poco sta cercando di costruirsi una famiglia, un lavoro, una casa, dei progetti...una vita. Ma che ogni giorno invece viene disprezzata come una categoria di fannulloni e depressi. Bene, vorrei solo dire che questa categoria, insieme al resto della popolazione italiana, oggi come per tante altre volte, ha parlato...ha dato voce ai propri pensieri ed è unanime. Tutto il Popolo, oggi ha chiesto l'annullamento della parata, ha chiesto al nostro Santo Padre di rinunciare al suo viaggio e devolvere in beneficenza i fondi ai terremotati. Lo ha chiesto sui maggiori social network e tutti sono d'accordo. Tutti hanno pensato al prossimo e non ad un gesto egoistico. Tutti vogliono dare una mano, nonostante questo periodo di crisi. Tutti tranne Loro. Si Loro, li chiamo cosi, senza distinzione politica, perchè in questo caso proprio non serve. Mi dispiace di averLe scritto quasi un poema, ma a qualcuno dovevo esprimere i miei pensieri. Non so se sperare che questi pensieri vengano diffusi per evidenziare la problematica e soprattutto sperare che anche Lei sia una persona Onesta nei confronti del Popolo, o addirittura sperare che questa conversazioni rimanga qui, tra me e lei, come due persone farebbero in confidenza. Le dico solo che spero in Lei. Distinti Saluti Elena B.

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