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fondi pensione e derivati

Caro direttore, pochi giorni fa il Ministero dell’Economia ha messo in consultazione la bozza di Decreto che deve rivedere i limiti agli investimenti dei fondi pensione e che dovrebbe sostituire il DM 703/96. Si tratta di una impostazione eccessivamente permissiva che mira ad assicurare a tutti i fondi pensione (domani presumibilmente anche alle Casse di previdenza) completa libertà di acquisire tutti i mezzi finanziari prevista dal TUF (di cui spesso non è facile individuare la natura e quindi valutare il grado di rischiosità). in questo modo si consegna al mondo della Finanz,a su di un piatto d’argento, tutto il risparmio accumulato per finalità previdenziali dagli italiani (oggi 90 miliardi nei fondi pensione, che diventano 150 se consideriamo pure le Casse previdenziali privatizzate). Questa impostazione, eccessivamente permissiva, viene proposta dopo una crisi finanziaria di dimensioni epocali originata ormai è chiaro da una regolamentazione dei mercati spesso lasca e da una applicazione delle norme esistenti troppo rispettosa del mercato. La proposta del MEF non tiene conto in alcun modo dei suggerimenti (in chiave di contenimento del rischio) che la COVIP aveva fornito al Ministero nel corso degli ultimi due anni (in parte descritti nella relazione annuale 2010pg…). Segnalo tre aspetti della bozza di Decreto che mi sembrano assurdi: 1: l’ampia libertà nell’utilizzo dei derivati (utilizzabili anche per finalità diverse dalla copertura); 2: l’allargamento a dismisura il novero degli strumenti utilizzabili dai fondi pensione, ricomprendendo tutti quelli previsti dal TUF; si tratta di una lista molto ampia (sono incluse tutte le tipologie di derivati e di OICR) che configura, in un numero non irrilevante di casi, investimenti non chiaramente definiti e quindi opachi (li elenco in appendice). 3. La rimozione, rispetto alla normativa vigente, di tutti o gran parte dei limiti quantitativi. L’eccessiva “permissività” dell’impostazione della proposta non può trovare compensazione in un eventuale rafforzamento dei poteri della COVIP che preveda la possibilità da parte dell’ente di introdurre limiti espliciti all’operatività dei fondi pensione. Questo rimedio contrasterebbe in modo netto: da un punto di vista formale, con il principio generale che vieta di attribuire ad altri soggetti la definizione di materie oggetto di delega; dal punto di vista dei contenuti, con l’impostazione permissiva seguita di consentire l’investimento in tutti gli strumenti previsti dal TUF, tra l’altro come sopra ricordato non chiaramente definiti. In conclusione l’impostazione della proposta sembra assimilare l’operato dei fondi pensione a quello dei fondi comuni, trascurando la tutela degli interessi degli iscritti prevista dall’art.6 comma 5bis del d.lgs. 252 del 2005 in forza del quale il decreto dovrebbe essere emanato. Dopo la crisi finanziaria (tuttora in corso), invece di restringere le maglie dell’operatività per difendere i nostri risparmi previdenziali, il governo si appresta ad effettuare un’ operazione di ingiustificata ulteriore apertura di credito al mondo della finanza (che della crisi è stato ed è la principale causa). Spero vivamente, caro……, che possa denunciare questa vile e scellerata operazione alla pubblica opinione. Cordialmente Daniela

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