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Parità dipendenti pubblici e privati

Egr. Direttore La ministra Fornero ha posto il tema della parificazione tra lavoro dipendente pubblico e privato consentendo i licenziamenti anche nel primo settore, in modo da garantire pari trattamento. Ora, posto che in Italia il licenziamento anche nel settore privato è un fenomeno poco significativo, visti i paletti posti dalla normativa in vigore e dalla stessa magistratura del lavoro, occorre aggiungere che i dipendenti pubblici sarebbero ben contenti di vedersi parificati ai colleghi del settore privato. Purché tale parificazione concerna tutti gli aspetti del rapporto di lavoro. Infatti, sarebbe così possibile anche per i dipendenti pubblici avere anticipazioni sul trattamento di fine servizio (TFS), come avviene per i colleghi del settore privato con il TFR, diversamente da quanto accade oggi. Inoltre, la parità di trattamento si dovrebbe riscontrare anche nel rinnovo dei contratti, posto che per il settore pubblico sussiste il blocco dei rinnovi dal 2010 a tutto il 2014 e, quindi, per i dipendenti pubblici non vi è adeguamento del trattamento economico con l’aumentato costo della vita. Altra disparità si rileva nel prelievo aggiuntivo IRPEF per gli emolumenti superiori a 90.000 euro lordi annuali (5%) e a 150.000 euro lordi annuali (10%), per la parte superiore a tali limiti, imposto nel settore privato, mentre per il settore privato tale prelievo ulteriore non esiste. A ben vedere, quindi, se la parificazione fosse completa ed effettiva non vi sarebbe opposizione alcuna da parte dei lavoratori del settore pubblico. Cordialissimi saluti. Giuseppe Filippone

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