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Grillo. Rifiuto dei contributi pubblici ai partiti. Sì, ma come?

Egregio direttore buongiorno. Il contratto della gestione dell'attività in rete per l'IDV di Di Pietro (fonte Il Fatto Quotidiano) prevedeva una cifra di 700.000 euro l'anno (prima della rescissione del contratto nel 2010). Facendo un paragone con la gestione dell'attività in rete di Beppe Grillo, la cifra sarebbe stata assimilabile. Probabilmente un po' superiore visti i numeri del bacino degli utenti, la curva di crescita e l'intenso impegno diretto. Attualizzando si potrebbe individuare realisticamente una cifra che varia dai 700.000 euro a 9.000.0000 di euro. All'anno. Si può affermare che la "campagna elettorale" del Movimento Cinque Stelle sia realmente a costo irrisorio come viene annunciato? Senza la necessità di un contributo di finanziamento esterno? Pubblico o privato che sia? Se questo denaro avesse dovuto essere versato materialmente ogni anno, come sarebbe stato raccolto? Questa spesa in realtà non è stata sostenuta. Ma non è stata sostenuta perchè il cofondatore del movimento Cinquestelle (Gianroberto Casaleggio) ha investito personalmente l'equivalente di quella cifra ogni anno, per sostenere il proprio movimento politico. Qualsiasi altro movimento, associazione o partito, avrebbe dovuto investire annualmente una cifra paragonabile a quella dell'Italia dei Valori fino a prima del 2010. Il Movimento 5 Stelle no. Ma il valore economico della sua attività in rete è quello. E non si tratta di bruscolini. Qualcuno ha aggiunto di ravvedere un potenziale conflitto di interessi. Ma trattandosi di Internet credo che si entri in un territorio minato. O forse no.

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