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Commercianti: il male dell'Italia

Egregio Direttore, leggendo il giornale da Lei diretto del 7 Giugno, e più precisamente l'articolo da Lei scritto "I Balilla del Fisco", mi sono sentito ribollire il sangue. Solo i regimi più duri usano i bambini per i propri scopi, e poi è mai possibile che venga inculcato fin da bambini che tutti i commercianti siano disonesti? Io sono un commerciante, e tratto articoli non di primaria necessità, per cui lascio a Lei immaginare la mia situazione. Sono due o forse anche tre anni che per diventare un punto di riferimento nella mia città degli articoli da me trattati, e ci sono riuscito, ho investito tutte le mie risorse nel negozio senza neanche portarmi a casa uno straccio di stipendio e vivendo con quello di mia moglie e rosicchiandomi le scorte da noi fatte. Ho sempre fatto tutto regolarmente, gli scontrini, le fatture, le ricevute, eppure mi accorgo che per lo stato sono il disonesto per eccellenza. Eppure non mi sembra che Profumo faccia il commerciante, e nemmeno De Benedetti o tanti altri nomi famosi che continuano imperterriti a fare ciò che vogliono. E nemmeno sono un tesoriere di qualche partito. Se per colpa di qualche commerciante disonesto (che purtroppo esiste), per lo Stato tutti i commercianti sono disonesti, cosa dovremmo dire noi dei nostri uomini di Stato?

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