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PROTESTA

Sono una pensionata statale ottantenne, invalida portatrice di 4 protesi (escludendo il resto). Non chiedo soldi ma il riconoscimento delle invalidità ed il conseguente rispetto. Mi è scaduta la patente di guida. Fino all’anno scorso mi veniva sollecitato il rinnovo annuale a mezzo lettera. Quest’ anno me n’ero scordata e quando ho richiesta la consueta visita della commissione medica speciale mi hanno prenotato la visita il 30 maggio, cioè con un’attesa di ben 40 giorni! All’Ispettorato della motorizzazione mi hanno consigliato di rivolgermi all’ASL di qualche altra provincia. In internet ho trovato il numero telefonico delle ASL di COMO LECCO VARESE BERGAMO LODI MONZA, Per quanto abbia ripetutamente tentato di telefonare, il solo telefono che ha risposto è stato quello di Monza: mi avevano promesso di chiamarmi se si fosse liberato un posto prima del 30 maggio. Per 40 giorni ho dovuto utilizzare mezzi pubblici. Ma i responsabili delle commissioni mediche possono immaginare il disagio, la difficoltà, il pericolo del salire e ,peggio! dello scendere da un tram, da un bus che quasi mai si accosta al marciapiede, dell’accedere alla metropolitana senza l’ausilio di scale mobili in discesa? Martedì 22 u.s., per recarmi da casa mia in via Fezzan a via Melchiorre Gioia angolo via Sondrio ho preso il bus 58 fino a Piazza Cadorna, la metropolitana fino a Piazza Duomo e quindi la corrispondenza fino a via Sondrio. Un percorso lineare ma quanta strada a piedi e quante scale! 262 gradini tra andata e ritorno !La metà in discesa, per me molto doloroso e pericoloso !Così si “aiutano” i disabili! VERGOGNA!!!! Ho trascorso 3 giorni ad Amsterdam e non ho fatto un gradino. Dove ci sono scale ci sono scale mobili in salita e in discesa ed ascensori ben visibili ( sono cabine di vetro) . Quello è un Paese civile! I responsabili sanno ,ad esempio, cosa vuol dire camminare con ombrello e bastone? Un cittadino senza problemi per rinnovare la patente va ad uno sportello ACI , paga la visita medica, la fa e ottiene un documento valido per la circolazione. Un invalido, che HA BISOGNO dell’auto per circolare, deve attendere 40 giorni . E non basta! Dovendo chiedere che mi fosse riconosciuto l’aggravamento dell’invalidità, mi sono recata al mio distretto sanitario dove qualche anno fa avevo presentato una analoga domanda. Dopo qualche tempo sono stata convocata, ho presentato il cedolino del conto corrente attestante il pagamento di 43 euro per la visita medica, sono stata visitata e mi è stato riconosciuto l’aggravamento. Il tutto senza perdita di tempo e senza disagi. Quest’anno, per l’aggravamento, la burocrazia ha preteso che presentassi la domanda tramite un Patronato. Così mi sono recata in piazzale Segesta: sala stracolma di uomini “abbronzati”, tutti in piedi, nessuno mi dava informazioni. Quando, dopo quasi un’ora, un italiano finalmente mi ha dato informazioni, ho saputo che avrei dovuto tornare al mattino di uno dei 3 giorni alla settimana in cui il servizio veniva erogato, alle 8 per “prendere il numero” . Ho cercato un altro Patronato, uno dove ci si poteva recare 5 giorni la settimana, un po’ fuori mano, dove certo avrei trovato meno gente:davanti alla chiesa di San Cristoforo. Il primo giorno sono arrivata alle 9 e 30. Avevano già distribuiti i 30 numeri giornalieri ma, mi è stato detto, se fossero stati ricevuti entro mezzogiorno, avrei potuto presentre la mia domanda. C’era posto per sedersi e non faceva freddo : ho atteso un’ora e mezzo. Sono tornata il mattino seguente alle 8: l’ufficio era chiuso ma distribuivano i numeri. Quel giorno, alle 11 e 30 ho potuto consegnare la domanda! Io avevo l’auto per recarmi a quel Patronato che non è facilmente raggiungibile per un invalido, visto che è alquanto distante dalla fermata della filovia. Non tutti possono disporre di una vettura! VERGOGNA! Un’organizzazione più intelligente non costerebbe nulla . Invierò questa mia denuncia a molti media e a qualche Ministero. Luisa Gandini Via Fezzan 3 20146 Milano Tel. 02 4223641

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