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La partecipazione da sola non basta

Gestisco un’impresa che opera in un settore che, tutto sommato, dovrebbe essere indenne, o almeno dovrebbe essere solo parzialmente toccato dalla crisi. Così sarebbe in un Paese normale, ma non in Italia. Sistema bancario inesistente, livello del credito all’impresa azzerato, drenaggio quotidiano del reddito disponibile e del risparmio delle famiglie e delle imprese, livello di tassazione inverosimile, promesse legislative non mantenute, provvedimenti tampone, moneta unica in caduta libera e preda delle speculazioni finanziarie internazionali, spesa pubblica incontenibile, spending review promessa e mai fatta, partiti politici in dissolvimento, Vaticano nella bufera, terremoto persistente, sono solo alcune delle cause che impediscono il normalissimo svolgimento dell’attività di impresa nel belpaese. Purtroppo, non è più sufficiente che ci sia qualcuno capace di prendere il Paese per mano. Ci siamo voluti globalizzare senza saperlo fare, abbiamo globalizzato solo la moneta, ma non le idee e la politica ed in questo non siamo da soli. Ci fregiamo di far parte dell’Europa Unita e parliamo 27 lingue diverse, abbiamo 27 governi, 27 parlamenti, 27 eserciti, 27 magistrature, 27 sistemi fiscali e 27 banche centrali, con una sola banca centrale europea senza poteri monetari reali. Ma, dove vogliamo andare? Il vecchio continente alla deriva, chi l’avrebbe mai detto? Non tutto, però, avviene per caso e allora chi tira le fila del tutto?

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